L’operatore umanitario Giovanni Lo Porto, cooperante con l’ong  tedesca Welt Hunger Hilfe, del quale se ne erano perse le tracce,  morì a gennaio del 2012 periodo nel quel venne segnalata la scomparsa. Fu il fuoco amico in un raid di un drone degli Usa a causare la morte del cooperante italiano.

L’uomo, 39 enne,  era scomparso il 12 gennaio 2012 nella provincia pachistana di Khyber Pakhtunkhwa, ove stava svolgendo la propria operazione umanitaria per la cooperativa tedesca finalizzata all’aiuto per la fame nel mondo.

E’ stata la stessa Casa Bianca a rendere nota la triste notizia, condita da una nota a firma del presidente americano, Barack Obama, dove il governo americano si assume “tutta la responsabilità di queste operazioni anti-terrorismo” in cui è morto Giovanni Lo Porto, il governo Usa “chiede scusa” al popolo italiano nella stessa nota di cordoglio.

Obama poi ha specificato di avere parlato col primo ministro italiano, Matteo Renzi, e di avergli espresso la mortificazione del popolo americano per la morte  del giovane cooperante.

Renzi, a sua volta, dopo avere appreso della notizia luttuosa, ha espresso parole di cordoglio verso i familiari di Lo Porto: “L’Italia porge le più sentite condoglianze alla famiglia di Giovanni Lo Porto. a nome di tutto il governo esprimo profondo dolore per la morte di un italiano, che ha dedicato la sua vita al servizio degli altri”.

Nella stessa regione, ha raccontato un comunicato della Casa Bianca, ha perso la vita anche un altro ostaggio americano, Warren Weistein, insieme ad altri due americani affiliati di Al Quaeda.

 

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