Non bastava il caso Ferguson. Un’altra vicenda drammatica ed oscura allo stesso tempo sconvolge gli Usa. Il rapporto tra la popolazione, in particolar modo di colore, e le forze di polizia si fa sempre più teso. Stavolta siamo a Baltimora. La polizia locale ha, infatti, avviato un’indagine in seguito alla morte di un 25enne afroamericano, ferito mentre veniva arrestato una settimana fa.

Nessuna informazione, comunque, diffusa in merito. Freddie Gray è deceduto in ospedale, dov’era stato ricoverato dopo esser stato condotto in una stazione di polizia in seguito all’arresto. Lo ha reso noto il sindaco Stephanie Rawlings-Blake.

Aperta un’inchiesta in questo senso per accertare le responsabilità: “Comprendo la frustrazione dell’intera comunità e prenderò molto seriamente il mio dovere di trasparenza”. Non si sono fatte attendere le iniziative di solidarietà. Questo il commento del gruppo Justice League di New York tramite comunicato: “Quando è troppo è troppo. La brutalità della polizia deve finire”. 

L’onda di protesta non si placa. Altri casi simili si sono susseguiti nel corso dei mesi, come quello che ha coinvolto un poliziotto bianco di North Charleston, in South Carolina, che ha sparato numerosi colpi alla schiena di un afroamericano che fuggiva a piedi dopo esser stato fermato per motivi banali.

Lo ha inchiodato un video girato con un cellulare da un testimone diretto dell’evento. Intanto, secondo il Baltimore Sun, l’avvocato della famiglia Gray accusa: “La polizia vuole tenere segrete le circostanze della morte di Freddie, fino a quando non avranno sviluppato una versione degli eventi che li assolva da ogni responsabilità. Gray era in buona salute quando è stato arrestato”. I misteri sulla morte del giovane si infittiscono.

 

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