Si profila l’ennesima, annunciata, tragedia del mare, dopo il rovesciamento del peschereccio, capovoltosi a circa 60 miglia a nord della costa libica con 700 migranti a bordo.  L’episodio sarebbe avvenuto la scorsa notte nel canale di Sicilia. Dei 700 migranti le navi mercantili sarebbero riuscite a mettere in salvo soltanto 28 naufraghi, per tutti gli altri, a quanto pare, non c’è stato nulla da fare. Sale a undicimila l’elenco delle persone sbarcate in Sicilia solamente nell’ultima settimana, con una media di 1500 persone al giorno. Ormai, messo a dura prova da un flusso di sbarchi senza precedenti, il sistema di accoglienza rischia il collasso da un momento all’altro, per quella che ormai si sta chiaramente palesando come una emergenza umanitaria di fronte alla quale, le istituzione europee sembrano essere diventate spettatrici impotenti.

Da Lampedusa e Pozzallo giungono notizie sempre più allarmanti. Secondo una testimonianza di “medici senza frontiere” un barcone giunto ieri a Lampedusa avrebbe sbarcato immigrati, fra i quali molti bambini, vittime di ustioni gravissime. Molti barconi giungono a destinazione carichi di migranti in condizioni di salute precarie, mentre scarseggiano gli strumenti per far fronte alle emergenze sanitarie. Anche ieri, alcuni migranti soccorsi dalla Guardia di Finanza 33 miglia a nord di Tripoli, avevano ustioni di secondo e terzo grado e non è escluso che fossero nella stessa abitazione degli eritrei arrivati a Lampedusa.

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