Per tutta la giornata è proseguito senza sosta lo sciopero degli operai della “Whirlpool-Indesit” dopo l’annunciato piano di tagli al personale che sacrificherà ben 1335 persone sull’altare della crisi.
A tanto ammonta la quantità di esuberi conseguente alla chiusura dello stabilimento di Albacina per l’accorpamento con lo stabilimento di Melano e all’annunciata chiusura dello stabilimento di Marinaro (Ca). Il piano iniziale di esuberi concordato dalla vecchia Indesit con il governo e sindacati ne aveva previsto 395 in meno degli attuali 1335, ma dopo l’accordo con il quale la Whirlpool ha acquisito gli stabilimenti della Indesit, la nuova proprietà ha deciso di incrementare il numero degli esuberi, seminando panico e terrore tra gli operai che dovranno ripiegare sugli ammortizzatori sociali per sopravvivere alla crisi e alla perdita del posto di lavoro.
Il nuovo piano ha suscitato la veemente reazione del governo e dei sindacati, per il venir meno dei patti precedentemente stipulati tra parti sociali e vecchia proprietà. Il ministero dello sviluppo ha espresso la propria “forte contrarietà al nuovo piano di tagli, per l’immane impatto sull’occupazione”. Ancora più risentita la protesta del sindacato dei metalmeccanici Fiom-Cgil che si chiede se “questa è l’operazione fantastica prodotta da Renzi”.
Nei piani della Whirlpool, lo stabilimento di Melano dovrebbe diventare il più grande stabilimento d’Europa per la produzione di piani-cottura, mentre a Cassinetta(Va) dovrebbe sorgere il più grande stabilimento che produrrà prodotti da incasso, con un incremento della forza produttiva.
Whirlpool avrebbe dato la massima disponibilità a governo e parti sociale per ridurre al minimo l’impatto occupazionale.

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