Luciana Littizzetto ci ha spesso abituati alle sue disquisizioni comiche, che ci strappano, spesso e volentieri, una risata. Fabio Fazio, presentatore della trasmissione Che tempo che fa, in onda su Raitre, lo sa bene. Stavolta, però, le sue battute hanno finito per generare il finimondo in ambito ecclesiastico.

Lo scorso 15 dicembre, infatti, la comica torinese aveva ironizzato sull’iniziativa del rettore del santuario di Caravaggio, in provincia di Bergamo, tra i luoghi sacri più frequentati al mondo, di installare delle candele elettroniche attivabili direttamente tramite bancomat o carta di credito.

Una decisione costata cara a Don Gino Assensi, che rassegnò le proprie dimissioni nel mese di febbraio, accolte, a sua volta, soltanto oggi dal vescovo di Cremona, monsignor Dante Lanfranconi, sotto la cui diocesi ricade la struttura.

Questo il comunicato della Curia di Cremona: “Oggi il vescovo ha accettato la rinuncia di don Assensi all’ufficio di rettore del Santuario di Caravaggio, presentata il 17 febbraio”. Mai ironia della Littizzetto fu più tagliente e pungente: “Fermiamo don Gino prima che dica la messa in playback o cerchi le pecorelle smarrite con il Tom Tom o che benedica tutti con l’irrigatore automatico. Se lo sapesse Papa Frank, vedi a don Gino dove glielo digita il pin”. Non resta, dunque, che aspettare domenica sera per carpire le sue reazioni in merito. I rapporti tra Luciana Littizzetto ed il mondo clericale rimangono tutt’altro che idilliaci.

 

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