L’ultimo film di Checco Zalone, “Sole a Catinelle” prodotto dalla Taodue è oggetto di un esposto alla procura di Taranto, presentato dal ventiduenne scrittore Alex De Vietro poichè ricalcherebbe in buona parte il contenuto di un suo manoscritto depositato alla Siae (la società italiana autori ed editori) con particolare riferimento alle scene del protagonista che cerca offerte di lavoro sul giornale, la professione svolta (il venditore porta a porta) e il divieto di accesso a questi venditori.

Pare, tra l’altro, che il contenzioso sia nato lo scorso anno e che in questi mesi si sia sostanziato solamente in una fitta corrispondenza tra le parti in causa, e che solamente adesso, De Vietro si sarebbe deciso ad adire le vie legali per chiedere conto del presunto plagio.

A riportare la curiosa notizia è il sito dell’Ansa che da conto anche del contenuto dell’esposto presentato da Fabrizio Lamanna, legale del giovane scrittore, il quale avrebbe chiesto nell’esposto, alla magistratura tarantina, di accertare “se nei fatti, atti e comportamenti posti in essere siano rinvenibili fattispecie penalmente rilevanti”.

Non si è fatta attendere la replica ironica di Checco Zalone e postata sui social, con la quale l’attore comico utilizza una metafora “evangelica” per rispondere alle accuse di plagio: “Quindi cari sceneggiatori, se scrivete una storia in cui il protagonista alla fine muore, sappiate che i diritti sono dei sig. Marco, Matteo, Luca e Giovanni”.

Cosa ne pensi? Lascia un commento