“Imboccheremo insieme la strada che ci condurrà verso il futuro”. Cosi Barak Obama saluta l’incontro con il presidente cubano, Raul Castro, il primo dopo oltre 50 anni di dissidi tra Usa e Cuba, che affondano le radici nell’epoca dei grandi blocchi contrapposti che separavano la civiltà occidentale dai paesi espressione dei regimi votati al socialismo reale.

Nonostante la “guerra fredda” che ha diviso i due mondi fosse già finita nel 1989 con il crollo del muro di Berlino, l’embargo imposto dagli Stati Uniti verso Cuba non ha mai conosciuto fine e limitazioni di sorta. Il vertice delle Americhe in corso a Panama, che ha sancito l’apertura di una nuova frontiera della storia americana, passerà alla storia come l’evento che ha abbattuto l’ultimo muro residuo della “guerra fredda”. Raul Castro e Obama che si stringono la mano, proferendo parole di pace e di speranza per il popolo cubano e per quello statunitense sono l’istantanea che immortala indelebilmente la fine della temuta “minaccia cubana” contro il mondo occidentale.

Con Raul Castro – ha dichiarato Obama alla stampa – è stata una conversazione schietta e fruttuosa, pur permanendo visioni molto diverse su come la società dovrebbe essere organizzata e io sono stato molto chiaro con lui”. Il leader cubano si è affrettato a riconoscere l’onestà e l’umiltà con la quale Obama ha dimostrato apertura verso il popolo cubano, dimostrando un’ampia visione verso un futuro senza barriere ideologiche e politiche.

L’avvio delle relazioni diplomatiche tra Washington e l’Avana sarà improntato, dunque, sul reciproco rispetto e riconoscimento, con l’apertura delle rispettive ambasciate e l’interruzione definitiva dell’embargo che dura ormai da decenni.

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