Alla fine, il triste annuncio della morte di Lauren Hill ha commosso tutto il mondo. Il cancro al cervello che da tempo aveva segnato il destino della giovane 19enne, cestista militante nella Ncaa (la lega statunitense del basket collegiale), ha avuto ragione di lei e ha spento per sempre il suo sorriso.

Lauren Hill, iscritta all’Università americana di Mount Saint Joseph, cosciente del male incurabile che la affliggeva e della brevità della vita rimanente, aveva espresso il desiderio di appagare il sogno di una vita. Quello di giocare nei campionati studenteschi con la maglia della proprià Università. Per questa ragione la Ncaa, che non è rimasta insensibile di fronte al dramma della giovane atleta, decise di anticipare di due settimane l’inzio del torneo onde evitare che la morte potesse giocare d’anticipo impedendole di realizzare il sogno di una vita. Lo scorso 2 novembre, la 19enne esordì nell’incontro che la vedeva opposta alla Hiram College, realizzando 4 punti e contribuendo al successo per 66-55 del Moun Saint John nella gara di esordio. Al termine della gara le immagini della commossa standing ovation tributata dal pubblico, avevano fatto il giro del mondo, consacrando Lauren Hill agli onori della cronaca mondiale, per la sua forza, il coraggio e quel sorriso che il parquet le aveva ridonato, alleviandole le sofferenze per il dramma che Lauren stava vivendo.

Non chiamatela la mia ultima partita – aveva detto – dite invece che e’ stato il mio primo match a livello di college. Io non mi sono mai sentita cosi bene in vita mia“.

Ha giocato fino a pochi mesi prima di morire, anche se la debilitazione per la chemioterapia in corso, ne aveva fatto venire meno le forze.

Non ho mai ceduto – disse il giorno del proprio compleanno, festeggiato con le colleghe giocatrici – non ho mai pensato di rinunciare alla vita“.

Ieri l’addio commosso di tutta l’America per Lauren, la donna che sognava l’ultimo canestro.

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