Un Raoul Bova che esce dal silenzio mediatico e manifesta in modo pubblico il proprio risentimento per la gogna generata dalle dure parole espresse dall’ex suocera, Annamaria Bernardini De Pace, avvocato divorzista e redattrice del “Giornale” di Sallusti, sono l’oggetto dell’articolo che uscirà nel prossimo numero di Vanity Fair.

Per la prima volta, il popolare attore italiano, sfoga pubblicamente attraverso la stampa le vicissitudini interiori e le traversìe esistenziali che hanno caratterizzato la dolorosa separazione dalla ex moglie, Chiara Giordano, figlia dell’avvocato De Pace.

Raoul Bova in aperto contrasto con la ex suocera, respinge le accuse al mittente, criticando apertamente il contenuto della lettera pubblicata dalla De Pace sul Giornale, recante il titolo “Caro genero degenerato, vai e non tornare” pubblicata nella rubrica denominata “Caro uomo ti scrivo” curata dalla stessa ex suocera.

Nel contenuto della lettera, il genero viene descritto come un “uomo bugiardo, debole e irresponsabile, accusato di avere scaricato la famiglia che lo ha anche materialmente sostenuto”, parole forti che hanno scosso l’orgoglio dell’attore.

“A chi fanno bene gli articoli che mettono in cattiva luce me e la mia compagna ? A nessuno ! – ha sentenziato Raoul Bova, nell’intervista a Vanity fair – mi sono sempre sforzato di avere un atteggiamento civile con la mia ex suocera, perché è la nonna dei miei figli e questo lei lo sa”.

L’attore romano non cerca alibi, ma parla in modo chiaro di un rapporto ormai logoro con la ex moglie, nonostante i ripetuti tentativi messi in atto da entrambi di salvarlo da una separazione ormai diventata ineluttabile. “Se dopo molto tempo e vari tentativi non succede nulla, può capitare di incontrare un’altra persona. Allora a 40 anni mi sono chiesto se valeva la pena rimanere schiavo del mio ideale di famiglia perfetta, mantenendo un rapporto di facciata. Con che coraggio avrei guardato i miei figli negli occhi ?”

Bova ha poi difeso l’immagine della nuova compagna, Rocìo Munoz Morales, attaccata, secondo l’attore, dalla stampa italiana e descritta come una rovina-famiglie.

“Non è stato facile nemmeno per lei – ha concluso Raoul Bova nell’intervista – presentata dai giornali alla stregua di una Bin Laden, calpestandone la privacy e facendola passare per una raccomandata. Lei ha dimostrato una gran forza e il nostro rapporto è sempre più solido”.

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