E se la profezia dei Maya si avverasse con qualche anno di ritardo, ci sentiremmo davvero pronti ad affrontare la peggiore delle minacce alla nostra esistenza, l’Apocalisse ?

Nei giorni che precedettero il fatidico 21 dicembre 2012, che si rivelò essere una delle bufale più annunciate di tutti i tempi, scienziati, naturalisti e giornalisti di ogni dove, si sperticarono in consigli sulle mete da raggiungere per avere maggiori possibilità di scampare all’incubo delle onde che avrebbero seppellito le terre emerse.

E non è detto che l’ipotesi di un’imminente apocalisse sia del tutto scongiurata. La minaccia nucleare, il buco dell’ozono, l’ipotesi di asteroidi per potrebbero colpire il bersaglio nel giorno di un nuovo “Armageddon”, sono realtà che potrebbero sconvolgere del tutto il pianeta per come lo abbiamo conosciuto. E allora sono ancora validi i consigli degli esperti che hanno individuato alcuni dei luoghi e dei siti più sicuri dove sperare di poterla fare franca dinnanzi all’immanente catastrofe.

Il più gettonato è senza dubbio il piccolo paesino francese di Bugarach.

Su tale posto si ergerebbe il misterioso Monte Pech, conosciuto anche come “la montagna delle fate” o il “Padre delle pietre”. Su You Tube esiste il filmato di un ricercatore che sostiene di aver registrato rumori sinistri provenienti da  gallerie sotterranee della montagna (dovuti forse, a parere dell’interessato, a  un disco,  o ad una cupola metallica, giacente nelle profondità). Fonti americane individuarono proprio in questo posto l’unica meta inviolabile che avrebbe resistito all’apocalisse profetizzata dai Maya, grazie all’esistenza di un campo magnetico impenetrabile generato dal monte Pech, che secondo i sostenitori della presenza di forze aliene, conterrebbe al proprio interno una base extraterrestre.

Ma il mito della montagna ha avuto inizio con il verificarsi di fenomeni inspiegabili. Luci misteriose apparse e poi d’un tratto scomparse, voci e rumori indecifrabili uditi dai turisti a passeggio, gli improvvisi silenzi che  piombano sul monte, con assenza totale di qualsiasi rumore (dal suono degli insetti al canto degli uccelli) e perfino malfunzionamenti dei velivoli che sorvolano la montagna sono alcuni degli aloni di mistero che avvolgono Bugarach.

Si narra anche che il monte Pech, vulcano spento ricco di grotte e passaggi nascosti, abbia ispirato Jules Verne nella stesura del “Viaggio al centro della Terra” scritto nel 1864.

Che possa partire davvero da Bugarach la nuova arca di Noè che salverà i pochi eletti ?

 

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