Sono state arresta ben 9 persone e il sindaco del comune di Ischia, Giuseppe Ferrandino, arrestati dai carabinieri del Comando Tutela Ambiente per un’inchiesta della procura di Napoli su delle presunte tangenti ad Ischia pagate per la metanizzazione di alcuni dei comuni campani.

Associazione a delinquere, corruzione, emissioni di fatture per operazioni inesistenti, sono questi i reati contestati agli arrestati, l’inchiesta coordinata dai pm Woodcock, Carrano e Loreto ma condotta dal reparto di tutela dell’ambienta ha portato alla luce i reati di corruzione dato da un sistema di costituzione di fondi neri in Tunisia, un sistema che prevedeva l’aggiudicazione di appalti in cambio di favori.

In carcere secondo le disposizioni oltre al fratello del sindaco Massimo anche lo stesso sindaco Giuseppe Ferrandino, ma anche l’ex presidente della cooperativa Roberto Casari che già diversi mesi fa era stato indagato per concorso esterno in associazione mafiosa per gli appalti di metanizzazione rilevati del casertano e i rapporti col il clan del Casalesi.

Al centro dell’inchiesta i lavori per la metanizzazione di Ischia un affare che si aggira intorno ai 18 milioni di euro, ma sollo sfondo della vicenda anche lavori effettuati dalla cooperativa modenese nella provincia di Salerno e di Caserta.

Al centro dell’inchiesta anche le intercettazioni tra il dirigente della CPL arrestato Francesco Simone che chiama in causa Massimo D’Alema: «investire negli Italiani Europei dove D’Alema sta per diventare Commissario Europeo» in quanto «…D’Alema mette le mani nella merda come ha già fatto con noi ci ha dato delle cose».

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