L’astro nascente della musica italiana. Lorenzo Fragola si racconta. Il vincitore dell’ultima edizione di X Factor spicca il volo. Dopo la vittoria del talent è arrivata anche la prestigiosa partecipazione al Festival di Sanremo. Il 26 aprile compirà 20 anni questo ragazzo siciliano dalle doti canore promettenti. Intanto, nei giorni scorsi, è uscito il suo ultimo album, dal titolo 1995. Come il suo anno di nascita.

Il cd presenta inediti in lingua italiana e inglese. Lui lo ha descritto in questi termini attraverso Tgcom24: “Molti brani li ho scritti prima del talent. 1995 il mio anno di nascita e c’è tutto me stesso nell’album. Ho giocato sulla mia età. Negli ultimi mesi mi sono successe tante cose e penso di aver imparato tanto. Ho scelto questo titolo proprio perché ho deciso di espormi. Volevo che fosse chiaro che a vent’anni non è detto che uno non possa fare certe cose. Mi piace scrivere e ascoltare canzoni in entrambe le lingue, italiano e inglese. Fa parte del mio modo di essere e non mi piaceva privarmi di una parte di me. La nostra vita oggi, Siamo uguali, sono tutte canzoni che ho scritto prima di partecipare a X Factor. Parlo spesso di amore, ma non necessariamente tra due persone, perché l’amore è universale. C’è quello per la musica, per una città, ecc.

Quella di Fedez è stata una supervisione, mi ha dato dei consigli su una canzone piuttosto che un’altra, come farebbe un amico, rispettando comunque i miei gusti musicali. E’ una persona sincera, mi ha sempre detto quello che pensava, anche quando secondo lui stavo facendo una cretinata. La cosa più strana è stata firmare il primo cd, non sapevo dove farlo, non c’era neanche uno spazio vuoto. Non mi aspettavo tutta quella gente e poi i miei fans sono preparatissimi, sanno tutto del cd. Nell’album c’è tanto di quello che ascolto, ci sono canzoni molto diverse perché ascolto musica diversa, c’è tanto di quello che mi piace. Ed era giusto così. C’è l’esperienza di X Factor, dove per la prima volta sono entrato in uno studio di registrazione. E’ stato molto difficile mettersi le cuffie e cantare, piano piano sono maturato. C’è anche il bagaglio di Sanremo, dove non hai neanche il tempo di ragionare, vivi delle cose che non conosci, devi spostarti da una parte all’altra, ma quando sei sul palco devi cantare e concentrati. E’ stata una scuola per me. Mi ha fatto crescere dentro tutte queste cose. Non sento tanto i pregiudizi per aver partecipato a un talent quanto quelli di chi pensa che fare questo mestiere abbia intorno a sé determinate cose, ma sono luoghi comuni. E io reagisco alla mia maniera, con un bel sorriso”.

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