Tempi duri per i furbetti d’ateneo. D’ora in poi, infatti, chi si darà al copia-incolla selvaggio per la stesura della tesi di laurea potrà essere “beccato”. Colto in flagrante grazie a un innovativo software anti-plagio che passa in rassegna gli elaborati degli studenti e individua subito l’eventuale plagio da altri testi reperibili in Internet, nella banca dati delle riviste e dei documenti on-line del sistema bibliotecario d’ateneo. Atestare l’innovazione è stata l’Università Ca’ Foscari di Venezia, che ha sperimentato il software nella sessione di laurea estiva: due gli studenti “pizzicati” su un campione di 25 elaborati passati al setaccio. I due ragazzi, che avevano spudoratamente copiato citazioni e intere pagine da altri testi, sono stati sospesi. È andata meglio nella seconda prova: su 340 tesi di laurea magistrali “scannerizzate”, il 100% è risultato originale. Tempi duri, quindi, per chi ha intenzione di mettere in cantiere una tesi a fatica quasi zero. Il nuovo dispositivo, infatti, funziona a pieno regime, considerato come una sorta di super-garante della bontà del lavoro dei laureandi. Il rettore dell’Università Ca’ Foscari, Carlo Carraro, spiega: «L’adozione di questo sistema è servito a porre l’accento sull’importanza di produrre lavori originali. Gli studenti hanno comunque dimostrato serietà e professionalità». Ma cosa ne pensano i rettori delle Università di Trieste e Udine? I due atenei potrebbero seguire la strada intrapresa a Venezia? Interpellati sul tema, Francesco Peroni e Cristiana Compagno, rispondono all’unisono: «Valuteremo la possibilità. Non la escludiamo a priori, ma vogliamo continuare a credere nella professionalità dei docenti e nella responsabilità dei laureandi. Non ci sembra la priorità dell’università italiana ». Nello specifico, il rettore dell’ateneo triestino Franceso Peroni spiega: «Non conosco questo mezzo informatico e non escludo la possibilità di prenderlo in considerazione in futuro, ma vorrei prima capire qual è il livello di attendibilità. Non sono a conoscenza di casi di plagio nel nostro ateneo: il lavoro svolto dai relatori è sempre moltoscrupoloso.Èdifficile che uno studente riesca a copiare e falsificare intere pagine del proprio elaborato, perché i docenti sono preparati e attenti. Se casi di questo tipo si verificano, è il relatore che li blocca sul nascere, indirizzando poi sulla strada giusta lo studente. Penso comunque che oggi i pochi che commettono plagio lo facciano spesso con una grande ingenuità: siamo così abituati a usare il web che spesso non si rendiamo conto di quanto il copia-incolla di informazioni sia facile e immediato. Ad ogni modoricordo che lo stretto rapporto tra docenti e studenti è un vanto per il nostro ateneo e io voglio continuaread avere fiducia nei nostri studenti». Simile il commento del rettore dell’Università di Udine Cristiana Compagno: «Non escludo che anche il nostro ateneo, in futuro, possa dotarsi di questo nuovo software, anche se credo che i docenti già abbiano strumenti sufficienti per cogliere eventuali scorrettezze. In primis la loro professionalità, cui si possono aggiungere dei banali “stratagemmi”: si inseriscono in Internet citazioni e frasi per risalire alla loro origine. A volte funziona. A me comunque non risultano casi eclatanti di plagio: credo fermamente nella responsabilità degli studenti e nella professionalità dei docenti. Anzi, posso dire con certezza che ho notato un crescente senso di responsabilità nei nostri laureandi».

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