Recuperato dai carabinieri del nucleo Tutela del Patrimonio culturale un Pablo Picasso del 1912 del valore di 15 mln di euro, una statua del dio Mitra del valore di otto milioni di euro e la Veduta di Piazza San Marco dall’attracco delle gondole opera che è stata attribuita a Luca Carlevarijs, risalente al XVII secolo.

Il ministro Dario Franceschini ha subito commentato:  «Un ritrovamento formidabile», esordisce Franceschini, «tanto che il Mitra ci è stato subito chiesto per un’esposizione temporanea ai Musei Vaticani. E abbiamo immediatamente accettato, non soltanto per la bellezza dell’opera in sé, ma anche per sottolineare il fondamentale lavoro che i nostri CC eseguono anche fuori dai confini nazionali. Infatti da mercoledì 1 aprile la statua sarà protagonista della mostra L’arma a difesa dell’arte per poi tornare a Tarquinia, dove è stata illecitamente scavata. Anche se, certo, si sono via via storicizzate dove sono esposte, è giusto che le opere tornino nei loro luoghi d’origine: con il tempo e le giuste garanzie scientifiche devono tornare a valorizzare il territorio di provenienza, anche se in piccoli musei. Dobbiamo valorizzare non soltanto i grandi musei nazionali, ma anche i piccoli musei che costituiscono la specifica ricchezza dell’Italia, il museo diffuso».

Sicuramente tre ritrovamenti stupendi e facenti parte del grande patrimonio Italiano, il Violon e bouteille de bass di Picasso era entrato in possesso di un pensionato nel 1978, in quel periodo un anziano signore si presentò al suo laboratorio artigianale per richiedere una riparazione, il corniciaio la eseguì gratuitamente e l’anziano signore decise di ripagare l’atto generoso con la tela di Picasso, l’artigiano ignorando l’entità dell’opera custodì il dipinto in modo approssimativo.

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