Mister Rafa Benitez sogna in grande. Il tecnico del Napoli vuole imprimere il suo marchio da vincente anche nella città partenopea. Gli azzurri sono sempre in corsa su tre fronti, vale a dire campionato, Europa League e Coppa Italia. Obiettivi che lo spagnolo non intende minimamente trascurare, in egual misura. Ne ha parlato stamane ai microfoni di Radio Cope. Di seguito le parole rilasciate nel corso della lunga intervista: “Abbiamo già vinto una coppa e adesso ci aspettano appuntamenti decisivi.Wolfsburg permettendo, vorrei una finale europea con il Siviglia. Le polemiche arbitrali dopo la partita con l’Atalanta? Sono successe cose tristi e incomprensibili. Restiamo concentrati.

In questa stagione le cose stanno andando abbastanza bene. Ad oggi, abbiamo giá vinto la Supercoppa italiana, un trofeo ottenuto contro un avversario dal grande valore come la Juventus e questo è qualcosa di molto importante che tengo a sottolineare. Inoltre, siamo in semifinale di Coppa Italia dove abbiamo pareggiato 1-1 contro la Lazio fuori casa e adesso ci attende il ritorno, in cui ci giocheremo le nostre chance di raggiungere un’altra finale. Siamo giunti anche ai quarti di finale di Europa League. Sono trascorsi 26 anni dall’ultima volta che questo club è riuscito ad arrivare così lontano in una competizione continentale. É dall’epoca di Diego Armando Maradona che la societá non raggiunge un traguardo simile. Il Wolfsburg é riuscito a fare quattro gol alla squadra di gran lunga più forte della Bundesliga: il Bayern Monaco. Fino a questo fine settimana, in cui ha perso nuovamente, non ci sono molte squadre che possono vantarsi di averlo battuto, mentre il Wolfsburg ci é riuscito anche piuttosto agevolmente. L’avversario decretato dal sorteggio è una squadra che sta facendo bene, molto bene, e che vanta giocatori su cui hanno investito molti soldi. Questo gli ha permesso di raggiungere un ottimo livello e un gioco di grande qualità. Ovviamente, anche se sarà molto difficile ottenere il pass per la semifinale, daremo fondo a tutte le nostre energie per raggiungerla.

In tutta la mia carriera, in cui ho collezionato in totale 670 partite, non sono mai stato nemmeno ammonito. Ho molto rispetto degli arbitri. Pensavo che l’arbitro avesse fischiato la fine della partita e sono entrato in campo dirigendomi verso sinistra in direzione degli spogliatoi. Calvarese, però, aveva solo fischiato un fallo di gioco. Esco rapidamente e chiedo scusa per essermi confuso. Il quarto uomo deve aver segnalato che sono entrato in campo e per questo sono stato espulso. Assolutamente incomprensibile e totalmente sproporzionato. La cosa peggiore è che si é trattato di uno sfortunato incidente da sommare a molti altri episodi simili successi durante una partita, un po’ curiosa, abbastanza incomprensibile e certamente molto triste. Non è certo nel mio stile, più di 600 partite lo testimoniano. Ad aprile ci aspettano ben otto partire e tutte saranno molto importanti, direi cruciali. E dopo altre otto, forse nove, a maggio. Siamo ancora in tre competizioni con la possibilità, per questo club, di raggiungere grandi traguardi. Siamo giunti in un momento molto importante per il Napoli e devo rimanere concentrato e pensare esclusivamente alla squadra, al di là di quello che mi aspetta o meno in futuro. Per questo parlo solo del mio club attuale: devo rimanere assolutamente concentrato su quello che ci stiamo giocando. Sicuramente la Juventus e la Roma hanno capacità economiche superiori e non sono le uniche. In un certo senso, il Napoli somiglia al mio Valencia o all’attuale Atletico Madrid. A volte, peró, squadre dal minor potenziale economico tramite l’unione, il lavoro di gruppo e l’attitudine, raggiungono risultati importanti, superando rivali potenzialmente molto piú forti. Anche questo è il bello del calcio. Se dovessimo raggiungere la finale dell’Europa League di Varsavia, in verità non mi preoccuperebbe più di tanto chi sarà il nostro avversario. Se una squadra é arrivata fino a lì, chiaramente lo ha meritato e quindi sarà, senza dubbio, una squadra forte, una rivale potente, un’avversaria complicata. Però dobbiamo procedere passo dopo passo, senza anticipare le cose. Prima di arrivare alla finale, dobbiamo affrontare il Wolfsburg, che è una rivale molto, molto difficile e batterlo sarà complicato. Dopo vedremo cosa accadrá. Mi piacerebbe una finale con il Siviglia, però, dovendo essere coerente, basandomi sul gran numero di squadre di questo paese che hanno passato più di un turno, anche una finale tutta italiana non sarebbe male”.

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