Prescritti, ma non assolti. Questo, in buona sostanza, il verdetto della Terza Sezione Penale della Cassazione sull’ormai celeberrimo caso Calciopoli, che ci si porta avanti dal lontano 2006 e a cui s’è posta la parola fine soltanto nella giornata di ieri.

9 anni di chiacchiere in tribunale ed attese che hanno condotto alla prescrizione dei due maggiori imputati in tal senso, vale a dire Luciano Moggi ed Antonio Giraudo, ex dirigenti della Juve. Accolta la richiesta dell’accusa, che ribadiva la provata associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva di Lucianone. Scatta il proscioglimento, invece, limitatamente a due frodi sportive perché, sostanzialmente, il fatto non sussiste.

Lo stesso Moggi è stato l’unico, insieme all’arbitro De Santis, a cui è stata confermata la condanna ricevuta in secondo grado, a resistere fino all’ultimo secondo in tribunale in attesa del verdetto, nonostante si sia andati oltre le sei ore di camera di consiglio. Queste le sue parole a corredo del tutto: “Processo abnorme risolto in nulla”. Prescrizione anche per l’ex designatore degli arbitri Pairetto e l’ex vicepresidente della Federcalcio Mazzini. Prosciolti anche gli arbitri Bertini e Dattilo, come richiesto dalla procura generale. Rigettati, inoltre, i ricorsi presentati in sede civile da squadre come Lazio e Fiorentina, tanto per dire, in merito a presunti risarcimenti danni dovuti.

 

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