La moda di fare piercing su diverse parti del corpo non accenna a scemare. D’altronde, sia uomini che donne amanopoter decorare il proprio corpo con oggetti di metallo, in modo indistinto.

Pare, però, che il piercing nelle parti intime del proprio corpo potrebbe diventare illegale. Ci si può chiedere il perché, visto che è una pratica che deriva, sostanzialmente, dalla volontà soggettiva di sottoporsi a una tale pratica per avere piercing su varie parti del corpo.

La negazione, sostanzialmente, verrebbe dal fatto che il piercing vaginale richiamerebbe, sostanzialmente, l’infibulazione, una pratica dolorosa che si basa sulla mutilazione dei genitali femminili. Attraverso questa operazione, viene asportato il clitoride, le piccole labbra e parte delle grandi labbra vaginali con cauterizzazione. Segue, infine, la cucitura della vulta, lasciando aperto solo un foro per permettere alla donna di poter fare pipì e di espletare il sangue mestruale. Una pratica, di tipo culturale, che è messa in atto in molti paesi africani, arabi e del sud-est asiatico.

Dunque, in base a questa premessa tale moda estetica delle donne occidentali sarà equiparata a tale violenza subita dalle donne di diversi paesi del mondo. La nuova norma è stata introdotta dal Regno Unito, paese che sta mettendo in discussione le norme su cui fa leva l’intero sistema sanitario britannico. In Inghilterra l’infibulazione è considerata reato, quindi le persone che si sottopongono a una seduta estetica al fine di inserire piercing nelle parti intime del proprio corpo e chi, appunto, le pratica potrebbero commettere un atto illegale.

Le nuove regole sono in linea con la guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: tra i paesi nei quali è praticamente maggiormente la pratica dell’infibulazione c’è la Somalia, dove il 98% delle donne è infibulata. Per questo motivo, la Somalia viene definito il “paese delle donne cucite”.

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