Dicembre 2014, Vercelli, Istituto Alberghiero di Varallo Sesia. Qui una ragazza 15enne, di nome Greta, compie un atto atroce di bullismo: aggredisce, a colpi di botte e sputi, una compagna di classe con problemi di disabilità, sotto gli occhi dell’insegnante.

Il filmato divenne, poi, di dominio pubblico su Youtube. Una storia agghiacciante che ritorna alla luce attraverso una lettera scritta dalla stessa bulla e consegnata alla sua avvocatessa, Alessandra Guarini. Di seguito ve la riproponiamo integralmente: “Sono Greta, ho 15 anni. Sì, sono la ragazza che tutti voi state dipingendo come un mostro. Le persone che mi conoscono sanno che non sono una ragazza violenta, anzi, io sono dell’idea che le parole dette in una certa maniera possano far più male di uno schiaffo. Purtroppo, e risottolineo purtroppo, sto attraversando un brutto periodo e a volte, presi dalla rabbia e dal nervoso, si fanno cose che non si vorrebbero fare. A volte si agisce d’impulso, senza pensare a quello che si sta facendo. Io ho sbagliato sicuramente. Non dovevo fare quello che ho fatto, ma come ho già detto prima, a volte si agisce d’impulso. Io credo che ogni essere umano possa sbagliare, altrimenti non verrebbe definito umano.

Ma credo anche che chiunque si meriti una seconda possibilità. È giusto pagare per i propri errori; anche se sono davvero dispiaciuta per quello che è successo. Anzi, dispiaciuta non è la parola adatta, la parola esatta è pentita. Sono molto pentita per ciò che ho fatto, tornassi indietro non lo rifarei mai. State parlando di bullismo. Io non sono una bulla! Mi state facendo passare per quella che non sono. Mi sento uno schifo, anche se so che per la maggior parte di voi è giusto così. Quello che sto passando io è sovrumano. È più di quanto ognuno di voi si possa immaginare. Mi state giudicando tutti, ma mi state giudicando per quello che non sono. Non sono né una bulla, né una ragazza a cui piace fare del male alle altre persone. Ho sbagliato, lo so, e chiedo scusa a S. Non chiedo la vostra comprensione, ma ci tenevo a farvi sapere che, nonostante io abbia sbagliato, mi state facendo passare e sentire come una ragazza che ha ucciso. Ognuno merita una seconda opportunità, a maggior ragione se si è capito l’errore commesso”.

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