Gambe bioniche che permettono a chi non le ha più di alzarsi in piedi e compiere i propri passi. Non è fantascienza, né un’idea che fa leva su prototipi teorici. Ciò di cui stiamo prlando fa riferimento a un progetto scientifico che ha davvero delle caratteristiche rivoluzionarie.

Chi ha avuto la sfortuna di vedersi amputare le gambe, ora potrà nutrire la speranza di poter ritornare a camminare con le proprie forze. Il progetto Cyberlegs, o meglio più precisamente ”The CYBERnetic LowEr-Limb CoGnitive Ortho-prosthesis” è stato finanziato dalla Commissione UE con fondi per 2,5 milioni di euro. Questa somma di denaro ha coperto i costi per le cinque istituzione coinvolte all’interno dell’ambizioso programma. Le istituzione, riunite in consorzio sono coordinate dall’Italia, mediante l’istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

CYBER-GAMBE SPERIMENTATE DA 11 VOLONTARI

Si sono offerti 11 volontari per sperimentare le cyberlegs, ai quali sono stati amputati gli arti al di sopra del ginocchio. Queste gambe cyber non sono definite protesi, perché rappresentano delle gambe a tutti gli effetti. Per collocarle al loro posto, è stata presa in consideazione un’ortesi bilaterale di bacino, che rappresenta, per l’appunto, un tutore robotizzato, che assiste il paziente durante i suoi movimenti.

Inoltre,t ale tutore permette anche di flettere e di estendere l’anca, evitando le cadute, dando, nel contempo, una regolarità di movimento e sicurezza negli spostamenti. Come spiega il coordinatore del progetto, Nicola Vitiello, “Grazie ad un meccanismo che segue la naturale biomeccanica dell’anca si torna a camminare in maniera naturale. Il dispositivo agisce attraverso batterie con un’autonomia di tre ore e permette agli amputati di camminare tanto all’interno quanto all’esterno“.

Maria Chiara Carrozza, fondatrice e coordinatrice del progetto, afferma, poi, che “Stanno aumentando le persone anziane amputate e per loro poter lasciare stampelle e sedie a rotelle è un grande successo”.

Ecco il video:

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