Antonio de Jesus Lopez Monje è morto a 14 anni nella casa della nonna, in riva al mare, dopo essere stato pestato dai bulli e ridotto quasi a un vegetale.

Una storia di violenza e di bullismo che ha sconvolto il Messico, dove il ragazzo risiedeva. Il giovane ha subito un brutale pestaggio e si è spento a 14 anni, esaudendo il suo ultimo desiderio: morire in casa della nonna, ascoltando il rumore delle onde del mare. Il gruppo di bulli si è scagliato contro il ragazzo all’uscita da scuola, nella città di Amozoc. L’hanno lasciato a terra, dopo averlo picchiato a suon di calci e pugni.

Il 14enne è stato trasportato d’urgenza in ospedale, ma i medici hanno, sin da subito, delineato un quadro clinico gravissimo per lo studente che ha subìto un danno cerebrale e un ematoma alla testa. Poco dopo il ricovero, Antonio è entrato in coma, per poi risvegliarsi dopo un intervento chirurgico. Anche se è stato assistito amorevolmente, il piccolo Antonio aveva ferite che andavano al di là del corpo: era ormai lacerato nel cuore e sapeva di non poter vivere a lungo.

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I genitori hanno sperato, fino all’ultimo momento, di poter far ritornare il figlio a casa e di poterlo assistere dopo la terribile esperienza, ma non è stato così. Come racconta il padre Roberto, “Per tanto tempo ci siamo aggrappati alla speranza che sarebbe uscito dall’ospedale e sarebbe tornato a casa. Ma quando abbiamo sentito che la sua condizione peggiorava e preoccupava sempre di più, abbiamo iniziato a credere che tutto l’aiuto dei dottori non lo stava aiutando”.

Antonio, infatti, ha perso metà dei suoi ricordi, con un danno cerebrale che gli ha provocato una paralisi su metà del corpo e la perdita del 60% della vista. Pertanto, i genitori, pur di non vederlo morire in ospedale e andando anche contro il parere dei dottori, l’hanno portato a casa della nonna a Ensenada, a nord-ovest del Messico. Antonio si è spento dopo tre mesi.

Il padre del ragazzo si augura che giustizia sarà fatta e che gli assassini del figlio paghino per ciò che hanno fatto: “Per colpa di questo attacco insensato abbiamo perso la cosa più preziosa, nostro figlio. Mi auguro che gli individui che hanno fatto questo al mio bambino possano marcire all’inferno”. Per l’omicidio di Antonio sono stati denunciati sette ragazzi.  

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