Carlitos Tevez sulla stessa lunghezza d’onda di fenomeni come Messi, Cristiano Ronaldo ed Ibrahimovic. E’ quanto proferito stamane dal tecnico della Juventus Massimiliano Allegri. Il toscano ha parlato in conferenza stampa, alla vigilia del match di campionato contro l’Atalanta, in programma domani sera allo Juventus Stadium.

Svariati gli argomenti trattati. Queste le sue parole: “La partita si affronta sapendo dell’importanza dei tre punti perché lo Scudetto è uno degli obiettivi della stagione. Sembra sia già una cosa archiviata, ma così non è. Abbiamo un po’ di punti di vantaggio sulla Roma, ma mancano ancora tantissime partite. L’Atalanta va affrontata cercando di ottenere la vittoria, poi penseremo a preparare l’ottavo di finale col Borussia Dortmund. Abbiamo già lasciato troppi punti per strada in campionato, tra cui quelli di Cesena, dove abbiamo giocato una brutta partita contro una buona squadra, ma anche se avessimo vinto non è che i 9 punti ci avrebbero garantito lo scudetto.

All’Atalanta vanno solo fatti i complimenti. Ogni anno porta giovani in prima squadra e dimostra che il calcio italiano è ad un livello importante. Ha una buona rosa, con giocatori come Denis, Baselli, Migliaccio, ma tutto dipenderà da noi e dall’intensità che sapremo dare al gioco. Turnover? Giocherà chi è più in forma. Non faccio nessun calcolo, io domani sera devo mettere in campo la migliore formazione, se ci sarà uno squalificato a Roma giocherà un altro. Barzagli sta bene ed è quasi pronto per scendere in campo, credo che abbia bisogno di un altro test prima e mercoledì dopo il Borussia faremo un’amichevole per valutare chi non avrà giocato in Champions e soprattutto lui. 

Domenica a Cesena, indipendentemente dal risultato, la prestazione non cambiava. E quando succede questo il responsabile sono sempre io. L’avevamo anche rimessa in piedi e non siamo riusciti a portarla a casa. Credo che Buffon abbia dimostrato, nell’arco della sua carriera, di essere un fuoriclasse a livello tecnico e caratteriale. E’ un valore aggiunto per la Juventus. Non era e non è scontato che la Juventus vinca il campionato perché le partite vanno vinte sul campo. Se la Juventus vincerà lo Scudetto, lo avrà conquistato perché se lo sarà sudato. Cesena è l’esempio che ribadisce che quando sbagli l’approccio alla partita entrarci dopo è sempre più difficile. Da quando siamo a +7 sulla Roma sento che il campionato è archiviato. Qua non è archiviato proprio niente.

Llorente ha fatto una buona partita a Cesena, gli mancano i gol rispetto all’anno scorso. Morata sta giocando bene, è solo un bene per me avere due giocatori così. Tevez al Boca a fine anno? È un grande uomo e un grande professionista, sta facendo un’annata straordinaria. Questi dieci giorni di riposo gli hanno fatto bene e sarà pronto per il rush finale della stagione. È tecnico, di caratura internazionale ed è un giocatore caratteriale come Messi per il Barcellona, Ronaldo per il Real ed Ibra per il PSG. Quando ce li hai a disposizione sono fondamentali. Ma questo non toglie che noi a Cesena dovevamo vincere, con o senza di lui.

La partita col Borussia non è una partita secca, ma dura 180 minuti. E la cosa più importante è che in casa non bisogna subire gol. Se non prendi gol sei un passo avanti. Questo è quello che ho detto ai giornalisti tedeschi e lo ribadisco qui. Ci vuole molta calma e molto equilibrio nel valutare le cose. Il nostro obiettivo è passare il turno. Se facciamo 0-0 in casa e 1-1 lì, abbiamo fatto quanto dovevamo. Ma ne riparleremo più avanti, al Borussia ci pensiamo da sabato mattina.

Sturaro avrà il suo spazio. Pirlo è un punto di riferimento, dà geometrie e dobbiamo sfruttarlo per le caratteristiche che ha. La partita di Cesena ci servirà da lezione. Di dodici gol presi uno è su rigore, qualche gol su calcio d’angolo, ripartenze della squadra avversaria e su errori nostri in fase di impostazione. Domenica abbiamo subito 3-4 ripartenze su errori nostri gratuiti, dobbiamo migliorare soprattutto questa cosa. Giocare bene tecnicamente, con velocità, ti dà attenzione e dà attenzione anche alla fase difensiva, sono tutte cose collegate.

Non mi permetto di dare giudizi su Sacchi, l’argomento dei vivai è talmente importante e delicato che ridurlo a una risposta in conferenza in due parole sarebbe sminuirlo. Ma basta trovare tempo e sedi opportune per discuterne e migliorare”.

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