Da Caldogno con furore. In pochi conoscerebbero questa località dell’hinterland vicentino se non fosse che ha dato i natali ad uno dei più forti calciatori italiani e, forse, al mondo, degli ultimi tempi: Roberto Baggio. 18 febbraio 1967: da qui comincia la sua storia. Dal basso, come tutte le grandi storie che si rispettino.

Il Divin Codino, soprannome affibbiatogli per via della sua stravagante acconciatura, o, come amava definirlo l’avvocato Gianni Agnelli, Raffaello, ha percorso le vette più alte del calcio italiano e mondiale. E’ considerato alla stregua di altri campioni pallonari che hanno fatto la storia di questo sport, vedi voci Alessandro Del Piero e Francesco Totti. C’è, addirittura, chi lo considera al pari di mostri sacri e, probabilmente, inarrivabili quali Maradona, Pelé, Di Stefano. Il dibattito è aperto. Memorabili restano le sue prestazioni offerte con le maglie di Fiorentina, Juventus, Milan, Bologna, Inter, fino ad arrivare al Brescia, squadra in cui concluse la sua gloriosa carriera. Fortunate coloro che lo hanno avuto.

Il contributo di Roby alla Nazionale italiana non passerà, di certo, inosservato. Pallone d’Oro nel 1993, macchia indelebile sul curriculum resterà, comunque, quel famigerato rigore, agli atti decisivo, alzato alle stelle in occasione della finale Mondiale dell’anno successivo persa dall’Italia con il Brasile. Dettagli che non scalfiscono le certezze di un grande campione. Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore. Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia. De Gregori docet. Campione dentro e fuori dal campo. Da rimarcare l’impegno di Baggio nel sociale, che gli valse il titolo di ambasciatore della FAO nel lontano 2002.

E, allora, rinnoviamo i nostri auguri più sinceri. Buon compleanno Roby. 48 anni di pure magie e delizie. Ogni altra parola spesa diverrebbe superflua. Lasciamo parlare le immagini. Di seguito vi riproponiamo le migliori giocate di questo straordinario artista del pallone. Buon divertimento:

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