Diena Thompson ha scattato una foto a sé e ai suoi figli, tutti e tre sorridenti, mentre la sua casa prendeva letteralmente fuoco. Un evento simile avrebbe sconvolto l’esistenza di una famiglia, anche perché la casa rappresenta un luogo essenziale per vivere un’esistenza dignitosa. L’incendio, però, è stato di natura dolosa e appiccato dalla stessa donna.

La signora, infatti, ha incendiato la sua abitazione, per poi immortalare l’avvenimento con una foto, perché quella casa è stata testimone della figlia di sette anni, prima rapita e poi violentata, per poi essere uccisa e abbandonata in un parco. In quella casa, dunque, si è spenta la vita della sua bambina e, pertanto, dare fuoco all’abitazione era l’unico modo per sotterrare il dolore.

Ad appoggiare il gesto della donna, i vigili del fuoco, che si sono adoperati, affinché la casa bruciasse senza provocare danni a cose e/o persone che erano nelle immediate circostanze. La figlia fu rapita, all’uscita da scuola, e stuprata dal suo aguzzino che la uccise, soffocandola. Il corpo della minore fu trovato in un parco, lontano da casa.

La figlia di Diena fu uccisa nel 2009 e, nel 2012, Jared Harrell, 29enne, fu condannato all’ergastolo per l’omicidio e lo stupro commessi.

 

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