Dopo lo scandalo Moncler è venuto ancora più a galla quello che sta dietro ai piumini più famosi del mondo, e la notizia, almeno in Italia, ha destato scalpore, ma si sa che noi italiani non ci indigniamo finché mamma-tv non ci mette l’informazione davanti agli occhi.

Moda, ma non solo

C’è invece chi da tempo sa unire il rispetto della natura con la moda, ed è il caso di Susy Bonolli, che nel 2011 ha aperto la sua attività Baciditrama. Non è solo moda quello che la stilista intende mettere nell’odierno mercato globale, ma una vera e propria filosofia per rendere consapevole l’acquisto dell’abbigliamento e fare in modo che non si guardi più soltanto all’estetica del prodotto, ma anche alla provenienza dei materiali. La mission consiste nel creare capi artigianali, realizzati con materiali di qualità, altamente ecosostenibili e a basso impatto ambientale.

Com’è nato Baciditrama?

Lo spunto per realizzare la propria casa di moda è nata quando Susy lavorava all’estero e si occupava di confezionamento per altri brand. Soprattutto in Cina e India, a causa delle direttive dei commissionanti, ha notato la completa mancanza di etica nella catena produttiva: orari di lavoro assurdi, pellicce di ogni genere di animale confezionate e vendute spacciandole per prestigioso, e venivano trascurati da capo a piedi i protocolli di sicurezza per il trattamento di sostanza nocive o tossiche.

Attenzione per le materie prime

Il reperimento delle materie prime è ancora poco snello poiché in Italia le aziende tessili investono poco in questo genere di settore, affidandosi al petrolchimico, per cui la gran parte degli ordini proviene dalla Germania. Ma il prodotto finito ha una gran richiesta nel Belpaese grazie alle idee della stilista, le cui linee sono versatili e il catalogo è ampissimo e completo: comprende maglie, maglioni, t-shirt, e gonne confezionati nel pieno rispetto dei parametri che richiedono una certificazione biologica.

Andrea Zampini

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