Un’idea universale per passare i giorni a cavallo del 31 dicembre? Bastano solo poche parole: capodanno a Tel Aviv. Tra tutte le città ebraiche costruite in medio oriente è stata la prima ad aprirsi alla cultura occidentale e per questo a trasformarsi in metropoli: una meta adatta a chi ama non solo gli eventi culturali e vuole fare una vacanza all’insegna del divertimento, anche di notte.

All’insegna della cultura

Con il Holon Design Museum e l’edificio Ron Arad, con le cinque bande sinuose di color ruggine, ed il teatro che ospita la sede dell’Israel Philarmonic Orchestra, Tel Aviv è diventata una meta culturale a cui non ci si può più sottrarre. Oltretutto, come molte città dell’area medio-orientale, la parola cultura conduce all’idea di una città cosmopolita in cui si nota la fusione tra minareti e palazzi moderni.

Divertimento? No Problem

Ma questa città sta salendo agli onori della cronaca per la sua vita mondana e il divertimento, e la geografia innanzitutto favorisce la meta e ci sono infatti condizioni molto favorevoli al turismo in generale: più di 300 giorni di sole l’anno, 14 km di spiagge lungo il Mediterraneo, e una temperatura media nei mesi più freddi di 20°, mi farebbe già dire “Andiamo?”. Se poi a questo uniamo anche il divertimento di pub, discoteche, e locali pari a quelli che si incontrano nelle occidentali Berlino, Barcellona, New York, Londra e San Francisco allora il gioco è fatto!

Pink Winter

Quest’anno dal 24 dicembre al 5 gennaio si terrà la prima edizione del Pink Winter: un party globale all’insegna del divertimento, dell’integrazione, delle differenze, un festival gay invernale nel bel mezzo del Medio Oriente, che farà “concorrenza” al già noto Tel Aviv Pride Week, una manifestazione estiva che raccoglie 130.000 partecipanti e 30.000 turisti. Un posto dove tutte le famiglie tradizionali e non, potranno festeggiare il Natale e salutare l’anno nuovo sotto il simbolo dell’arcolbaleno.

 

Andrea Zampini

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