Le fonti di sicurezza del Libano, tramite il network “As Safir”, annunciano il fermo avvenuto qualche giorno fa al confine con la Siria di una donna e di suo figlio; stando alle indicazioni dei servizi segreti dell’esercito di Beirut, dovrebbe essere Sajaa al Duleimi, legata ad un’importante famiglia sunnita, una delle mogli di al Baghdadi, leader del ISIS.

Abu Bakr al Baghdadi è il califfo dell’autoproclamato e non riconosciuto Stato Islamico, posto tra l’Iraq nord-occidentale e la Siria orientale, e capo dell’organizzazione terroristica salita agli onori delle cronache per il compimento di decapitazioni di giornalisti occidentali, poi messe in rete.

L’arresto risale al 23 novembre, ma è stato tenuto nascosto poiché non si è ancora certi della vera identità della donna, di cui si ha la conferma solamente del fatto che sia siriana, ma ora che la notizia è trapelata si rincorrono i tam-tam mediatici. Gli 007 libanesi dichiarano che i due sarebbero stati fermati al confine tra Siria e Libano, provvisti di documenti falsi, mentre cercavano di attraversare clandestinamente il confine, e ora sono a Yarze sotto interrogatorio al Ministero della Difesa. Il califfo è sposato con diverse donne, e della più famosa si era già parlato ad agosto quando è stata oggetto di scambio tra il Fronte al Nusra e il regime di Bashar al Assad con le suore di Maalula.

Il Fronte di al Nusra è un alleato dell’organizzazione terroristica di al Baghdadi, e insieme compongono la fazione siriana di Al Qaida; da agosto stanno mettendo a dura prova gli eserciti di Damasco e Beirut, utilizzando raid di guerriglia durante i quali hanno reperito materiale di scambio: circa 30 soldati sono nelle loro mani e minacciano di giustiziarli se gli jihadisti incarcerati in Libano, a cui potrebbero aggiungersi i due nuovi fermati, non vengano liberati.

Andrea Zampini

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