Oggi inizia la visita di Papa Francesco in Turchia, e si apre con una dedica ad Ataturk, il primo presidente laico turco: “Formulo i voti più sinceri perché la Turchia, ponte naturale tra due continenti, sia non soltanto un crocevia di cammini, ma anche un luogo di incontro, di dialogo e di convivenza serena tra gli uomini e donne di buona volontà di ogni cultura, etnia e religione”. E’ con queste parole che si apre il sesto viaggio del pontefice in Turchia, un viaggio che non a caso ha inizio nella capitale.

Accolto dal comandante del corpo di guardia del mausoleo, la massima autorità vaticana ha salito la scalinata d’onore del mausoleo e dopo aver lasciato la firma sul libro d’oro, si è trasferito al palazzo presidenziale ricevuto da Recep Tayyip Erdogan, dal premier Ahmet Davutoglu e il presidente del dipartimento per gli affari religiosi Diyanet Mehmet Gormez. L’incontro con le istituzioni verterà soprattutto sulla questione delicata in Medio Oriente auspicando una soluzione regionale, comprensiva, e che tenga conto degli interessi e delle aspettative di ognuna delle parti coinvolte, vista la presenza dei cristiani in Turchia e nella regione, e sul più recente mancato intervento a Kobane in difesa dei curdi e le posizioni discutibili sui diritti umani del paese anatolico.

Domani Papa Francesco si recherà a Istanbul per l’incontro con il patriarca ortodosso Bartolomeo I. Alimentare il dialogo interreligioso e dare un freno alla manipolazione della religione e l’uso del nome di dio per fare violenza, rafforzare i legami di amicizia, di collaborazione e di dialogo fra le chiese, ed esprimere preoccupazione per la situazione e la sorte di tanti fratelli cristiani che si trovano in situazioni di difficoltà e di persecuzione: questi sono i temi principali che verranno discussi.

Andrea Zampini

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