USA China Ambiente Europa Ilva Taranto Legambiente miliardi di euro danni economici Agenzia Europea dell’Ambiente AEA Protocollo di Kyoto top30 top 30 Italia pecora nera

Un’immagine dell’Ilva di Taranto

USA e Cina programmano la loro politica ambientale per i prossimi 10-15 anni, e stipulano un accordo in merito a innovazioni tecnologiche, volto ad improntare un’economia a emissioni zero, basata sul riammodernamento del sistema energetico, e l’innovazione edilizia e dei trasporti.

E l’Europa che fa? Alle condizioni attuali gli obiettivi del Protocollo di Kyoto verrebbero rispettati entro i termini previsti, per cui le industrie del nostro continente non sentono il bisogno di investire in questo settore, senza una spinta da parte delle istituzioni; ma si parla di medie numeriche, poiché ci sono paesi virtuosi e altri paesi che sono ancora molto indietro.

L’Agenzia Europea dell’Ambiente ha reso nota la classifica delle industrie più inquinanti d’Europa in base alle emissioni tra i 2008 e il 2012, e per non restare troppo lontani dagli onori delle cronache l’Ilva torna a far parlare di sé. L’azienda di Taranto si è posizionata al penultimo posto della “Top 30”, stilata dall’organo continentale. Sicuramente nel nostro paese il tema dell’ambiente non è mai stato tra quelli su cui si è posta più attenzione, ma guardando il danno economico che solamente questa impresa ha imposto all’Italia le orecchie di molti potrebbero drizzarsi.

In termini di impatto su salute e ambiente, costi per la sanità, giorni lavorativi persi, riduzione dei raccolti agricoli le perdite vanno dai 26 ai 61 miliardi di euro, e questa ripeto è solamente una delle più di 1300 industrie che sono sul nostro territorio, e non solo in Puglia.

A dispetto di tutto questo la Legambiente della provincia Taranto denuncia il progetto espianto di olivi secolari per l’ampliamento della SP100, dopo aver ricevuto diverse segnalazioni circa l’avvenuta perimetrazione di parte di un oliveto secolare adiacente la carreggiata, ma non vi è stata alcuna risposta quando è stato chiesto all’organo provinciale un chiarimento in merito.

 

Andrea Zampini

Cosa ne pensi? Lascia un commento