Se fino a poco fa in Italia i turisti erano quasi solo provenienti dal mondo occidentalizzato, da qualche tempo le nostre strutture turistiche devono attrezzarsi per raccogliere i villeggianti che arrivano dalla Cina. La loro economia sta crescendo e la loro ricchezza aumenta, così da creare in poco tempo un bacino di 114 milioni di viaggiatori che ogni anno approdano in ogni parte del mondo, come emerge dal forum di Assoturismo-Confesercenti.

Dalla Cina non ci si sposta più solamente per motivi di lavoro o in gruppi organizzati, ma per viaggiare nel senso più ampio del termine. La loro meta europea preferita è il Belpaese, e in vista dell’Expo 2015 a Milano si contano già un milione di prenotazioni.

Vediamo nel dettaglio il profilo del turista dagli occhi a mandorla: sono ipertecnologici, adorano tutto ciò che è Hi-Tec e scelgono strutture ricettive dotate di WiFi, ma non solo: hanno bisogno di connessione anche in aereoporto e nei negozi per documentare ai parenti e agli amici il loro viaggio in tempo reale.

Adorano lo shopping e non hanno problemi di spesa, poiché mediamente sborsano 1041 euro, ovvero il doppio di un turista russo e una volta e mezzo rispetto ad un americano; il reddito del turista cinese è quasi il doppio rispetto al nostro, e il loro tasso di istruzione cresce annualmente in maniera decisa e quasi il 40% di loro sono laureati.

L’Italia è pronta a questa invasione di turismo che potrebbe ridare respiro alla nostra economia, o vediamo ancora chi viene dalla Cina con un occhio di pregiudizio, credendo che chi viene nel nostro paese deve adattarsi allo stile di vita “Made in Italy”?Ammoderneremo le nostre strutture ricettive ai loro standard o ci limiteremo a farlo solo nei prezzi, ingolositi dal denaro che vengono a spendere a casa nostra?

Andrea Zampini

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