Finalmente sembra essere terminata la trafila giudiziaria che ha visto nell’ ultimo grado di giudizio la condanna di Danilo Restivo a 30 anni di carcere per il delitto comminato ai danni di Elisa Claps, uccisa il 12 settembre 1993.
L aggravante secondo cui avesse usato eccessiva crudeltà nell’ efferato omicidio non è stata tenuta conto e quindi non ha avuto riscontro nella penain quanto non ci sarebbero state prove sufficienti nell’ infierire al corpo esanime. La pena comunque sembra essere rimasta tale dalla richiesta dell’ accusa per le aggravanti sulla violenza sessuale e per le motivazioni dell’ omicidio.

La ragazza scomparsa 17 anni prima non ve ne fu alcuna traccia per il ritrovamento fino a quando non fu scovato da alcuni addetti ai lavori di rifacimento ella chiesa della Santissima Trinità di Potenza.

La psicologa Basentini asserisce che ci furono degli aspetti della personalità di Restivo che meritavano notevoli approfondimenti da cui poi si persero le notizie per ritrovarlo in seguito nel Regno Unito dove compì un ulteriore omicidio su una donna costandogli 40 anni di reclusione in Gran Bretagna. L’ avvocato Bargi ritiene che sarà difficile un suo ritornoin Italia. La madre di Elisa dopo questa sentenza sembra aver riposto una maggiore fiducia e serenità.

E’ stata presente all’udienza anche l’avvocatura del Comune di Potenza, rappresentata dall’avvocato Carmen Ferri. Sia al Comune che al ‘Telefono Donna’ sono stati pagati tremila euro per le spese e circa 10 mila ai parenti di Elisa. Lo scopo di Restivo era far pagare ad Elisa il non aver ceduto alle sue lusinghe sessuali secondo quanto ribadito nella requisitoria.

24/10/2014
Martina Franchini

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