L’elettricità nell’aria si sente. Deve essere l’attesa per Francisco, il tifone che sembra aver perso un po’ della sua potenza e potrebbe non stravolgere il penultimo GP della stagione. Oppure semplicemente la tensione per la seconda occasione di Marc Marquez per chiudere il Mondiale in anticipo, entrando nella storia della moto. Lo può fare vincendo, con Lorenzo 3°. Cambiamenti Ieri il ragazzino terribile, che arrivava dalla figuraccia (e dalla rabbia) di Phillip Island, è apparso serio e piuttosto teso finché, nella conferenza stampa ufficiale, ha dovuto dividere i pochi centimetri del tavolo delle interviste con il suo avversario. Poi, quando ha parlato a ruota libera con i giornalisti, si è rilassato e ha trovato il sorriso. Non sapeva, Marc, che Jorge aveva pronto un siluro al veleno sulla sua uscita (un po’ avventata) dalla corsia dei box in Australia.Una bordata sparata a salve, però, perché si è risolta in una brutta figura (anche la Yamaha lo ha smentito) del maiorchino. Sinceramente la poteva evitare. A meno che non volesse provare a destabilizzare Marc, che certo dopo il caos australiano oggi non scende in pista a cuor leggero. Perdono Per ora, però, il leader iridato sembra il solito: «Quello che è successo a Phillip Island non ha più importanza. È stato commesso un errore, ma non serve a niente fare un nome o un altro: siamo uomini e fare un errore può capitare. La decisione l’abbiamo presa tutti insieme (ma a sbagliare il conto alla rovescia è stato il suo capomeccanico Santi Hernandez; n.d.r.) e la cosa importante è che adesso siamo tutti più motivati a fare ancora meglio ». Eccessi Il problema è se questa voglia di cancellare il passato possa portarlo a strafare, soprattutto in vista di almeno un paio di giornate bagnate, anche se (pare) di pioggia normale e non stile uragano: «Io sono tranquillo. In Australia, cambio moto a parte, tutto è andato alla perfezione. Stavo andando forte e mi potevo giocare un buon piazzamento su una pista molto favorevole a Lorenzo. Quindi sono ottimista, perché qui la Honda è sempre andata bene. Strategie? Come al solito, ne parliamo solo per il giorno della gara». Variabile È impossibile, però, che Dani Pedrosa di sua iniziativa aiuti il baby compagno. Pedrosa, tra l’altro, ha il dente avvelenato per essere stato in pratica estromesso dalla lotta iridata ad Aragon a causa di un errore del compagno. «Io spero che piova, che ci sia più confusione possibile —dice Dani —. Nella mia posizione posso solo sperare in questo, in modo da avere almeno una possibilità di arrivare a Valencia a giocarmi il titolo». Limiti Per il momento Valentino Rossi non s’inserisce nella partita che conta. Troppe incognite sulla sua Yamaha, che a Motegi ha sempre fatto una gran fatica: «Ormai si sa che abbiamo problemi nelle staccate. Ma c’è una cosa positiva. La Honda ha un bel vantaggio quando si deve frenare da piegato, mentre qui sono tutte staccate da dritto. E poi la M1 dall’inizio della stagione è migliorata molto. Vedremo. Soprattutto per quel che riguarda il tempo. Quest’anno siamo stati fortunati e di pioggia ne abbiamo vista poca: l’ultima volta è successo a Le Mans…».

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