Dopo lo stadio di proprietà questa è la vittoria più importante, fuori dal campo, per la Juventus di Andrea Agnelli: contratto di sei anni con Adidas, che dal 2015 sostituirà Nike, per 190 milioni di euro, 31,5 a stagione. Non fa impressione solamente la pioggia di denaro che schiude nuovi orizzonti per la società bianconera e la avvicina all’élite europea, maanche, e forse soprattutto, il poderoso balzo in avanti rispetto ai valori attuali della sponsorizzazione tecnica. Parliamo del doppio dei soldi. Adesso, infatti, la Juve percepisce 16,5 milioni da Nike: 13,2 di base, 1,5 di royalties e 1,8 di fornitura. Ma quel contratto è ormai preistoria. Fu firmato nel 2001 ed entrò in vigore nel 2003. Non prevedeva corrispettivi fissi per il licensing ma, inizialmente, il 10% di royalties su un ricavo dalle vendite di prodotti eccedenti i 22,7 milioni e il 50% degli utili derivanti dalla vendita di servizi e dal dettaglio.Nel frattempo sono successe tante cose. Crescita La Juve ha attraversato il dramma di Calciopoli, ha visto il brand ridimensionarsi drasticamente per poi avviare una profonda ristrutturazione e rilanciarsi su scala internazionale con i due scudetti di fila e il ritorno in Champions. Una scalata che verrà certificata oggi dall’assemblea dei soci, in programma alle 10.30 allo Juventus Stadium, chiamata ad approvare il bilancio al 30 giugno 2013 con un fatturato record (escluse le plusvalenze) da 274,8 milioni e perdite in calo a 15,9 milioni, che verranno ripianate con parte delle riserve.Nella scorsa stagione i ricavi da sponsorizzazione e pubblicità sono rimasti fermi a 52,6 milioni (53,5 nel 201112), solo il 19% del giro d’affari complessivo. Proprio qui si poteva e doveva crescere, visto il lavorìo sul fronte commerciale e i risultati della squadra. Così è stato. Il contratto sottoscritto con Adidas International Marketing per la sponsorship tecnica (6 anni dal 201516) prevede un fisso di 139,5 milioni, esclusi i premi variabili legati alle performance sportive. Tenendo conto dei 1315 milioni di fornitura e dei 36 milioni di minimo garantito per le attività di licensing e merchandising, si arriva appunto a quota 190, cioè 31,5 all’anno, senza contare le royalties addizionali al superamento di determinati volumi di vendita. Disputa Sono valori non lontani dal top europeo. Il Real Madrid incassa da Adidas circa 38 milioni a stagione, il Barcellona ne prende 33 da Nike, il Manchester United (che sta rinegoziando) 31,5 dalla stessa Nike, anche se le loro partecipazioni agli utili del merchandising sono sicuramente più consistenti. E infatti basta dare un’occhiata alla vendita di magliette per rendersi conto del gap che ancora esiste con le squadre di riferimento: 1,4 milioni all’anno per Real e Man Utd, 1,15 per Barcellona, sotto le 500mila per le nostre big, secondo una ricerca di Pr Marketing. In Italia è lotta per il primo posto tra Juve e Milan, che ha subito fatto sapere che gli introiti percepiti da Adidas sono maggiori e indicizzati su una durata più ampia, fino al 2023. In assenza di dati ufficiali potremo scoprirlo solo quando il bilancio rossonero al 31 dicembre 2013 verrà divulgato.

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