A Firenze è “la partita”, quella che tutti vorrebbero giocare e vincere. Perché, calcisticamente parlando, non c’è niente di più odiato della Juventus da queste parti. Per questo, ci sarà un importante dispiegamento di forze, tra steward e poliziotti in borghese, per sorvegliare la panchina di Antonio Conte, visto che al Franchi non ci sono barriere tra spalti e campo. Ma il diretto interessato non vede problemi: «I fiorentini sono gente educata e civile. Cosa dovrebbero fare? Saltare e assalirmi? Se lo pensassi, smetterei oggi stesso di fare l’allenatore». Per chiudere con una critica al modo esasperato di vivere il calcio, tutto italiano: «Qui sembra di andare in guerra ogni volta. È uno schifo, dovremmo migliorare da questo punto di vista». Anche se Conte ha altro a cui pensare: per esempio, chi schierare al fianco di Tevez, vista l’assenza di Vucinic e Quagliarella in avanti (mancano anche Pepe e Lichtsteiner). Giovinco è favorito su Llorente («Fernando ha passato un anno da turista a Bilbao, dobbiamo riportarlo ad alti livelli», le parole del tecnico bianconero), mentre chi si accomoderà in panchina sarà Vidal, reo di essere arrivato dal Cile con un giorno di ritardo sulla tabella di marcia. «Non gli ho ancora parlato», sottolinea Conte, «ma è giusto chiedergli perchè si è presentato con un giorno di ritardo saltando tutti e due gli allenamenti. Quando avrò le idee chiare vedremo, c’è un regolamento e lo faremo rispettare ». Anche se la multa per il cileno è già bell’e pronta. Il Real è alle porte, ma, a parte Vidal, la Juventus scenderà in campo con la formazione tipo. Padoin giocherà largo a destra, con Isla spedito definitivamente in soffitta. In mezzo al campo ritorna Pogba, al fianco di Pirlo e Marchisio. Non c’è spazio per il turnover, sia perché non bisogna perdere contatto con la Roma capolista («Non sono sorpreso, già a inizio stagione l’avevo inserita tra le squadre che avrebbero lottato per i primi posti»), sia per gli avversari che ci sono di fronte: «Complimenti alla Fiorentina, ha fatto degli investimenti importanti e vorrà migliorarsi rispetto all’anno scorso», gli elogi di Conte. Sull’altro versante, Montella, dopo tre turni senza vittoria, promette battaglia: «È una gara importantissima per la città e per la classifica. Bisogna giocare con il petto in fuori. Se riusciremo ad avere la forza mentale per affrontare alla pari la Juve, vorrà dire che saremo cresciuti». Pizarro è convocato, ma il suo impiego da titolare sarà deciso all’ultimo. Senza Gomez, i viola si aggrappano a Rossi, nella speranza di tornare a battere i bianconeri al Franchi quasi quindici anni dopo l’ultima volta.

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