«Se Francesco, il giorno in cui deciderà di aver dato abbastanza al calcio, vorrà cristallizzare una straordinaria carriera, io inizierò a girare un film su di lui». Parola di Carlo Verdone. Il regista e attore più amato dagli italiani, con il calciatore più amato da Roma, e dai milioni di persone che, al di là delle bandiere, amano il calcio. «Sarà un documentario», dice Verdone. «Vorrei raccontare l’uomo Totti, prima ancora che il campione. E soprattutto, vorrei raccontare il ragazzino che tirava i primi calci all’oratorio. Insieme alla sua storia, vorrei raccontare un po’ Roma, quella gente che conosco bene e che riconosco negli occhi di Francesco». Poche ore dopo l’ottava vittoria consecutiva, parliamo con Carlo Verdone degli entusiasmi che la squadra sta trascinando. Parliamo di Florenzi, Maicon, Benatia, De Rossi. Ma soprattutto del capitano, Francesco Totti. Che cosa ammira, più di tutto, in Francesco? «Sul campo di calcio, la sua straordinaria visione di gioco. Il fatto che in ogni istante sa sempre a chi dare la palla, è come se vedesse tutto il campo, tutta la partita, anche quello che sta per succedere, in un’occhia – ta sola. E poi il gran tiro, la potenza, e il fatto che a 37 anni corre come un ragazzino. Ma questo ci porta all’altra cosa che ammiro in Totti: la serietà. Non si arriva a correre così alla sua età se non sei un ragazzo serio». Lo porterebbe ai Mondiali? «Attenzione: ci sono ancora tanti mesi, c’è tanto tempo. Se per quel momento Totti fosse in questa forma qui, la domanda sarebbe il contrario: ma come fai a privartene? E intanto, di passaggio, fatemi sperare che il lieve infortunio di poche ore fa non sia niente di grave». Parliamoancora un po’ di questo ipotetico film su di lui. Che cosa racconterebbe? «Ilmomentodelle scelte di Francesco.Poteva guadagnare tre volte tanto, andando in un club più ricco. Ha scelto di rimanere a Roma, ha scelto di essere una bandiera. Non sono scelte banali». E di Garcia, il tecnico del miracolo, che cosa pensa Verdone? «Lo conoscevo già dai tempi del Lille. Ma certo è una sorpresa. Èanche unapersona seria: lo si vede a cena a Trastevere, e alle persone che lo avvicinano dice solo una cosa: vi prego, non parliamo di calcio». Pensate allo scudetto? «A questo punto speriamo nella Champions. E speriamo che la squadra – una squadra che gioca bene, che corre, dove tutti si aiutano – sia forte anche nel superare la leggera flessione che prima o poi potrà arrivare». Chi è la sorpresa? «La difesa finalmente forte, un portiere che sa dare ordini ai compagni, Gervinho e Florenzi che corrono, ma hanno anche

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