Privarsi di un quadro di Dalì è lecito, anche se ha la cresta al posto della cornice. Paul Pogba per qualcuno vale un quadro di Dalì (per Mino Raiola, suo agente, per l’esattezza) e chi lo possiede, beato lui, lo contempla estasiato. Ma se questo qualcuno decidesse di venderlo al miglior offerente? Persino Andrea Agnelli, numero uno juventino, potrebbe arrendersi: «Se arrivasse un’offerta monstre per Pogba, non so se saremmo in grado trattenerlo: non abbiamo la forza di trattenere un giocatore simile». Il velo dell’incedibilità è stato squarciato. Per giunta a Londra, dove Agnelli era invitato al meeting «Leaders in football», dove partecipano i rappresentanti dei più importanti club europei. A vedere l’erba del vicino così verde, il presidente bianconero ha denunciato l’impotenza economica del calcio italiano: «Un club può anche essere attraente, ma deve avere forza economica. Dal punto di vista di un calciatore, l’Italia non è più la destinazione finale, ma una destinazione di transito». Siamo retrocessi nella serie B d’Europa, in un certo senso. E non da quest’anno: «Guardate cosa è successo al Milan: hanno dovuto cedere Zlatan Ibrahimovic e Thiago Silva per monetizzare». Soluzioni? «Un campionato tra le 20 squadre migliori del continente. Sarebbe il massimo da un punto di vista economico ». Pura fantascienza per adesso. Se la Juventus – non oggi, non domani, ma comunque in futuro – sarà costretta a cedere il proprio gioiellino, sarà per la difficoltà dei club italiani nel confrontarsi economicamente con i maggiori club europei. Difficoltà che i bianconeri stanno già tastando da vicino: il rinnovo del contratto di Pogba sembra lontanissimo. La scadenza è ancora lontana (2016), ma il francese pretende un sostanzioso aumento dell’ingaggio. Pogba percepisce 1 milione all’anno: una cifra che Mino Raiola sta già cercando di quadruplicare. La Juve, che non sembra disposta a superare i 3 milioni, si trova ad un bivio. Cedere alle richieste di Raiola, sacrificando un tesoretto ingente per un solo calciatore, oppure sacrificare il francese, ma con denaro fresco da spendere immediatamente sul mercato? Per questo, Agnelli, per la prima volta, sarà disposto ad ascoltare le offerte provenienti dall’estero. Se poi il numero uno bianconero si è sbilanciato così tanto sul futuro di uno dei talenti per cui c’è già la fila, qualcosa bolle in pentola. Si vocifera che qualche offerta sia già arrivata (Arsenal? Real Madrid?), ma non considerata ancora all’altezza. E se Agnelli si è esposto così tanto (all’incontro con i maggiori club europei, per giunta…), il messaggio è chiaro: sediamoci al tavolo, vediamo quanto siete disposti ad offrire. Magari non 200 milioni, cifra balenata da Raiola. Ma una valutazione del genere fa capire come attorno al centrocampista bianconero possa scatenarsi un’asta che farebbe felici le casse bianconere. Meno felice sarebbe Antonio Conte. Se i migliori giocatori scappano via, come si può puntare a vincere in Europa? A fronte di una notizia cattiva, Agnelli ne dà una buona: l’intenzione della Juve è trattenere Pirlo, che a fine stagione andrà in scadenza. «Andrea è uno dei più grandi talenti che abbia vestito la maglia della Juventus», le parole del numero uno bianconero, «sa che qui si può sentire a casa sua». Ma niente è ancora definito: «Sarà lui a decidere il suo futuro », aggiunge Agnelli.

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