Ahi, serva Italia, di musi lunghi ostello. Serva dei club, maldisposti a digerire l’impiego dei propri calciatori in Nazionale. Serva di chi è già pronto con il bilancino a misurare quanti minuti ha giocato Tizio e quanti Caio, soprattutto a ridosso di un big match di campionato come Roma- Napoli (in programma appena tre giorni dopo Italia-Armenia). Serva pure di alcuni dei suoi soldati che, anziché sprizzare gioia per la convocazione in azzurro, considerano il doppio impegno contro Danimarca (questa sera, ore 20.15) e Armenia (15 ottobre) un peso, più che un’opportunità per mettersi in mostra e cementare l’intesa con i colleghi. I due match contano fino a un certo punto: gli azzurri hanno già prenotato il volo in Brasile un mese fa e sono quasi certi di essere tra le teste di serie nel sorteggio dei Mondiali, che si terrà il 6 dicembre. Ma, indipendentemente dal valore delle due gare, Prandelli è stato chiaro: «Vincere aiuta a crescere e poi vogliamo mantenere la posizione nel ranking. Non abbiamo l’assillo dei tre punti, cercheremo il bel gioco». Si è reso conto di come la Nazionale sia un po’ snobbata in questo periodo. Ha poco tempo per lavorare sul gruppo e deve fare il massimo nel poco tempo che gli viene concesso. Immaginate, quindi, come l’ha presa quando Mario Balotelli, che questa sera salterà la Danimarca per un indolenzimento all’adduttore sinistro, si è presentato da lui chiedendogli di essere congedato dal ritiro. Il ct smentisce: «Ho parlato con Mario. Ma non mi ha mai chiesto di tornare a casa». Prandelli sa bene di non poter aggiungere altra pressione a un giocatore già sulla bocca di tutti. Anzi, tenta di alleggerire il fardello mediatico del milanista: «Mario ha bisogno di sdrammatizzare tutte le situazioni: il personaggio diventa sempre più importante rispetto all’uomo e al calciatore, quindi gli diciamo di vivere serenamente i propri 23 anni, e se ci sono dei problemi vanno affrontati, non nascosti o fuggiti». Con Balo fuori, Prandelli affiderà le chiavi dell’attacco a Osvaldo, con Giaccherini e uno tra Diamanti e Candreva a sostegno. Turno di riposo per Pirlo, con l’inserimento di Thiago Motta in mezzo, mentre Buffon diventerà l’azzurro più presente di sempre con 137 gettoni in Nazionale. Come Balotelli, gli affaticati Verratti e Insigne dovrebbero tornare arruolabili per l’Armenia. Ma il Napoli sarebbe d’accordo su un impiego forzato di Insigne, quando il romanista De Rossi è stato già rispedito a casa? E la Juve? Sono ben 5 i bianconeri convocati e a Vinovo sperano che giochino il meno possibile, per preservarli contro la Fiorentina, che però potrebbe recriminare sul probabile impiego di Rossi. Insomma, un grande caos. Fortuna che Prandelli se ne frega degli interessi dei club e preferisce lavorare al meglio sul gruppo che ha disposizione. Perché, quando arriva il Mondiale, si pretendono i risultati. Ma come riuscirci se nei mesi precedenti tutti tirano la giacchetta del povero ct?

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