È Poste italiane il socio pubblico scelto dal governo per salvare Alitalia. Il gruppo guidato da Massimo Sarmi (che nel frattempo è anche in corsa per la presidenza di Telecom) è pronto a sottoscrivere l’aumento di capitale che sarà all’ordine del giorno dell’assemblea del 14 ottobre, per una quota di 75 milioni.La manovra complessiva per il salvataggio ammonta a 500 milioni, di cui 300 di aumento di capitale (ma alcune fonti parlano di una ricapitalizzazione di 225-250 milioni più una garanzia dello Stato sui debiti per 75 milioni) e 200 di linee di credito da parte delle banche. Secondo quanto risulta, i soci attuali dovrebbero sottoscrivere una quota che si attesterebbe intorno ai 150 milioni di euro, di cui 75 verrebbero versati da Air France. L’inoptato sarebbe invece coperto da un consorzio di garanzia. Una mossa, quella del governo, arrivata in piena zona Cesarini. Ieri mattina si è infatti tenuto l’in – contro tra l’amministratore delegato della compagnia, Gabriele Del Torchio, e il commissario dell’Enac, Vito Riggio. Una riunione convocata dall’Ente per l’aviazione civile allo scopo di verificare la sussistenza delle condizioni di continuità aziendale. Si stanno valutando «gli indici di regolarità e al momento sono buoni, anche se la situazione è difficile, ma non ci sono i sintomi» che la compagnia si fermi, ha premesso Riggio, aggiungendo, però, che «emerge una condizione di complessiva sofferenza economico-finanziaria » e che la verifica dell’ente è «sull’ipotesi che domani (oggi in cda, ndr) ci sia una ricapitalizzazione di almeno 300 milioni più un prestito bancario da 200 milioni ». In caso contrario, ha sentenziato il commissario, da domani «la compagnia resta a terra». Il tempo, insomma, è scaduto. E Palazzo Chigi ha continuato a lavorare ad oltranza al piano proprio per far arrivare il pacchetto sul tavolo del cda di Alitalia convocato per oggi pomeriggio. Il coinvolgimento di Poste sembrava inizialmente finanziario. Ma in una nota diffusa in serata il governo ha invece definito l’azienda guidata da Sarmi «un importante partner industriale», spiegando che ad «Alitalia servono discontinuità, stabilizzazione dell’azionariato e una importante ristrutturazione attraverso un nuovo progetto industriale ». Obiettivi che, secondo Palazzo Chigi, saranno realizzati con l’ingresso di Poste, anche attraverso sinergie con la controllata Mistral Air, «in uno scenario di cooperazione tra settori dei servizi postali, di logistica e di trasporto aereo», come accade in Francia e Germania. Il governo si aspetta ora che anche i soci «si assumano appieno le loro responsabilità». Una volta assicurati «discontinuità e rinnovamento», conclude la nota, l’esecutivo «è pronto ad accompagnare questo percorso con gli strumenti, anche di supporto strategico e finanziario, di cui il sistema Italia dispone».

Cosa ne pensi? Lascia un commento