Mentre si accende il dibattito sul cuneo fiscale, c’è chi, come le associazioni dei consumatori, si è fatto due calcoli su quanto possa servire alle famiglie la mancetta da 20 euro che, stando alle ipotesi di intervento di circa 5 miliardi finora circolate, arriverebbero nella busta paga dei contribuenti. Ebbene, secondo le stime di Adusbef-federconsumatori, solo l’aumento dell’Iva dal 21 al 22% comporterà un aggravio di spesa per il contribuente che va dai 209 ai 270 euro l’anno. Ma è solo l’inizio. Malgrado poco noti, i provvedimenti varati negli ultimi mesi dal governo Letta contengono diversi interventi fiscali. Il primo scatterà oggi. Si tratta dell’aumento dell’accise sugli alcolici contenuto nel decreto scuola per finanziare l’assunzione di nuovo personale. La tassa di Stato balzerà del 12,5%. Stesso rincaro ci sarà il primo gennaio 2014 e il primo gennaio 2015, per un totale del 33%. Sempre nel decreto scuola, che vale in termini di gettito aggiuntivo 470 milioni di euro, c’è un’altra sorpresa per le compravendite immobiliari. Dal primo gennaio ci sarà infatti un rialzo netto dell’imposta di registro. Per la prima casa l’aliquota scenderà dal 2 al 3%, ma per gli altri immobili il balzello passerà dal 7 al 9. Ci sarà poi il ritorno dell imposta catastale e di quella ipotecaria, nella misura di 50 euro, mentre in tutti i casi in cui l’imposta di registro è fissa a 168 euro si dovranno sborsare 200 euro. A seguire ci saranno gli effetti del decreto occupazioni, che prendono di mira in particolare i fumatori che hanno deciso di abbandonare le bionde a favore delle nuove sigarette elettroniche. Gli acquisti saranno sottoposti, sempre dal primo gennaio, ad un accisa balzata addirittura del 58%. La stangata più dura, e anche meno nota, è quella contenuta nel decreto Imu. Una parte della copertura per l’abolizione della prima rata arriverà da una misura strutturale che scatterà già da quest’anno di imposta. La stretta fiscale arriva attraverso il dimezzamento secco della detrazione del 19% prevista sui premi, che passa da 1.291 euro l’anno a 630 euro. Poi, dal 2014 sarà possibile scontare dalle tasse, qualunque sia il costo della polizza, solo 230 euro l’anno. La manovra sui possessori di prodotti assicurativi porterà nella casse dello Stato un gettito aggiuntivo di 458 milioni nel 2014, 661 nel 2015 e 490 a decorrere dal 2016. Infine,sempre nel decreto Imu c’è la cosiddetta clausola di salvaguardia che prevede in caso di mancato gettito sulla sanatoria da 600 milioni sulle società che gestiscono le new slot un bell’aumento della accise di sigarette, alcol e benzina. Ad oggi, tanto per essere chiari, nessuna società ha ancora aderito.

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