Tempo di traslochi per una delle coppie più blasonate dello show business. David e Victoria Beckham confermano l’indiscrezione di qualche tempo fa che li voleva alla ricerca di una nuova residenza. E non di certo perché gli scadeva il contratto di affitto. Il calciatore e l’ex Posh Spice hanno venduto la loro stratoferica villa nell’Hertfordshire soprannominata dai media “Beckingham Palace” con un gioco di parole per evidenziarne la sfarzosità simile a quella del palazzo reale londinese. L’ormai ex dimora della coppia era davvero una cosa esagerata: cinque ettari di terreno con eliporto, studio di registrazione, palestra e piscine interne ed esterne. Un vero gioiellino, venduto dai Beckham per 12 milioni di sterline (14.117.000 euro circa), in un pacchetto contenente anche un tris di auto di lusso e la villa di famiglia nella Francia del Sud. Le due star londinesi utilizzeranno i soldi ricavati dall’affare per realizzare il loro sogno a cinque stelle: una lussuosa abitazione proprio nel centro storico di Londra che costa la bellezza di 45 milioni di sterline, con la cucina progettata niente meno che dallo chef internazionale Gordon Ramsy, mentre Kelly Hoppen, la famosa designer sudafricana, si occuperà di tutti i dettagli dell’arredamento. «David in particolar modo era molto rattristato dalla vendita della casa, perché ha molti ricordi della famiglia lì, dove hanno trascorso anni felici, ma non c’è più bisogno di tenerla ora», scrive la rivista inglese Sun on Sunday, che ha intervistato il calciatore. La principesca residenza ha sempre fatto da base per la coppia anche quando entrambi risiedevano in California per gli impegni calcistici di lui. Insomma la coppia cede la sontuosa dimora nello Hertfordshire. Ma se si pensa che i 12 milioni di sterline sarebbero praticamente solo l’acconto per l’appartamento nel centro di Londra, la nuova reggia sarà ancor più lussuoso e sfarzoso, aldilà di ogni immaginazione. Niente in confronto alla cosiddetta “Billionaire’s Row”, a Kensington Palace Gardens a 100 milioni di sterline, di cui si parlava a luglio scorso.

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