In Senato sta per essere celebrata la festa di San Travet. Vituperato, schiaffeggiato, dileggiato perfino dalle spending review di questo ultimo biennio, lo statale è stato rispolverato e rilucidato a nuovo prima da Enrico Letta grazie al suo già molto generoso decreto legge del 31 agosto scorso «disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni », e ora dalla maggioranza che sostiene il governo. A palazzo Madama è stato depositato infatti un fascicolo di emendamenti al decreto che riempie oltre 320 pagine e in gran parte riunisce modifiche proposte dal relatore o approvate e sottoscritte dalle commissioni di merito. Tutte norme che riscrivono la spending review che Enrico Bondi preparò sotto il governo di Mario Monti e che nella migliore delle ipotesi rinviano di un anno o due i risparmi alla spesa pubblica previsti. C’è veramente di tutto in quel fascicolo: dall’allargamento delle maglie sulle auto di servizio della pubblica amministrazione, all’esclusione dalla legge Fornero sulla previdenza di comparti molto ampi della pubblica amministrazione, a nuove assunzioni che quasi ovunque si potranno fare in deroga dei tetti previsti o rinviando la restrizione delle piante organiche stabilita dalla manovra degli ultimi anni. Tutto naturalmente per nobilissimi motivi. Ma il risultato è che alla fine la spesa pubblica si allargherà, e perfino i tagli già previsti slittano a migliore occasione. Auto blu. Dalle restrizioni già previste dalla legge vengono sottratte ora le auto utilizzate «per attività di polizia locale e controllo ambientale». Non solo: i limiti saltano anche per «le autovetture dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressioni delle frodi dei prodotti agroalimentari del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, destinate esclusivamente all’attività ispettiva». Per altri casi è concesso «l’acquisto di nuove autovetture», a patto che le «amministrazioni pubbliche ricorrano a modelli a basso impatto ambientale e a minore costo di esercizio, salvo motivate e specifiche eccezioni». Limiti che vogliono dire poco o nulla e che quindi saranno facilmente aggirabili. Legge Fornero. Letta aveva già escluso dall’innalzamento dell’età pensionabile prevista dalla legge Fornero del dicembre 2011 le eventuali eccedenze della pubblica amministrazione che avrebbero avuto i requisiti per andare in pensione con le vecchie regole entro il 31 dicembre 2015. Ora la sua maggioranza estende quella data al 31 dicembre 2016. Risultato: si mandano in pensione gli statali con le vecchie regole (quindi si aggravano i conti Inps che dovrà erogare gli assegni, avendo inglobato l’Inpdap) e le amministrazioni che avranno fatto l’operazione potranno calcolare quei risparmi ottenuti nel monte utile a fare nuove assunzioni. Stessa regola aggiunta per i dipendenti degli enti locali, anche se quelli che possono essere messi in pensione con la vecchia normativa devono averne diritto entro il 31 dicembre 2015 (travet di serie B rispetto agli statali veri e propri che hanno un anno di più di vecchie regole). Anche gli enti locali naturalmente possono utilizzare quei risparmi nel calcolo delle nuove assunzioni. A loro viene in compenso concesso grazie a un emendamento già approvato in commissione di prorogare fino al 31 dicembre 2014 i contratti dei dirigenti in servizio. Con apposito emendamento prorogati con lo stesso termine i contratti dei dirigenti dell’Agenzia italiana del farmaco e fino al 31 dicembre 2015 quelli dei dirigenti degli uffici giudiziari. Ai soli comuni sono concessi per il 2014 e il 2015 aggiuntivi rispetto alle norme esistenti «incarichi a contratto a tempo determinato di dirigenti». Prorogate poi fino al 31 dicembre 2016 anche le graduatorie dei concorsi pubblici. Mentre le aziende del servizio sanitario nazionale «possono bandire concorsi per le assunzioni di personale da destinare al rafforzamento strutturale dei servizi assistenziali». Fra le spese che si aggiungono, anche quella che proroga al 31 dicembre 2015 (sarebbe dovuto morire il 31 dicembre 2013) la vita del comitato verifica cause di servizio, composto da 40 fra dirigenti pubblici, medici e militari riuniti al Tesoro per verificare i pacchetti di invalidità. Il Garante della privacy può assumere 12 dipendenti a tempo indeterminato per nuovi obblighi di coordinamento con gli altri garanti della Ue. Il ministero dell’Interno può bandire nuove procedure concorsuali per assumere personale nella direzione immigrazione, e intanto prorogare i contratti a tempo determinato che ha con un costo extra massimo di 20 milioni di euro l’anno. Stessa regola per la provincia de L’Aquila. E per i militari licenziati da organismi internazionali soppressi (costo 1 milione euro annui). Si consente al ministero delle Infrastrutture l’assunzione di 13 dirigenti (12 di seconda fascia) per vigilare meglio sulle concessionarie autostradali. Nasce infine l’Anac (Autorità nazionale anticorruzione): un presidente e quattro componenti. Organico di 30 assunti più venti presi da altre pubbliche amministrazioni e consulenti vari possibili.

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