Siamo alla settima di campionato e già si profilano gare importanti che permetteranno di dare una identità più precisa alle contendenti. Inter-Roma ha già dato il suo responso: i giallorossi sanno adeguarsi a ogni tipo di pressione, sanno gestire e colpire in contropiede. Il tutto grazie a un Totti sempreverde e una condizione atletica strabordante. Un solo interrogativo, il nostro e forse anche di Garcia: quanto durerà? L’Inter, invece, viene penalizzata da errori individuali che smascherano ancora molte lacune. I titoli dei giornali adesso torneranno meno roboanti per Mazzarri e soci. Mircea Lucescu ha pubblicamente fatto la sua richiesta-preghiera a Thohir: «Moratti vale Messi, lo devi tenere». E su questo, perdonateci, non siamo completamente d’accordo con Lucescu perché Moratti, secondo noi, vale molto più di Messi: lui riesce a vincere i campionati anche quando la sua Inter sta 15 punti dietro la prima nella classifica finale, Messi invece per vincerli deve segnare tanti gol e tutti sono «competenti» nel dire che attualmente è il migliore al mondo. Mentre per Moratti «l’incompetenza» si erge a protezione quando la gente mormora e in molti dicono che all’Inter è stato assegnato un titolo di cartone immeritato. Il segreto di Moratti? Far correre le prescrizioni più veloci della squadra. Juve-Milan è l’altra partita importante di questa giornata, due squadre impegnate in Champions, in cui hanno rimediato due pareggi. Si scontreranno stasera in quella che una volta era considerata la partita che poteva decidere un campionato, rappresentando allora la leadership del nostro calcio. In tanti ricorderanno l’8 maggio 2006 quando la Juve, a pari punti con la rivale e priva di Ibra per squalifica, andò a San Siro a vincere con il piglio di chi è più forte, conquistando lo scudetto. La storia ci racconta che l’ad del Milan, Adriano Galliani, durante il riscaldamento pre-partita, parlando con un dirigente della Juve di allora ebbe a dire con tono canzonatorio: «Peccato per lo spettacolo che non ci sia Ibrahimovic», si prese però una replica proprio da quel dirigente più che canzonatoria: «Tranquillo Adriano, giocherà la riserva, Trezeguet, magari vinceremo con un suo gol». E così fu: 0-1 per la Juve, gol di Trezeguet. Basterebbe questo per dimostrare la grandezza di quella Juve. Poi con la morte dell’Avvocato Agnelli e, poco dopo, di suo fratello Umberto, successe di tutto contro questa squadra e quei dirigenti, al punto che l’avv. Zaccone che difendeva la Juve, anziché difenderla, condivise la retrocessione in B colpevolizzando così quei dirigenti che furono mandati al rogo. Di poco tempo fa una dichiarazione dell’ex presidente del Coni, Gianni Petrucci, che al Corriere dello sport affermava come una squadra sempre vincente non sia utile alla propria federazione. Chissà che queste non siano state le cause di quanto successo: la distruzione di una macchina perfetta che Andrea Agnelli, il figlio di Umberto, sta riportando alla ribalta a dimostrazione che buon sangue non mente. Tornando al calcio che più piace ai tifosi, giusto evidenziare come la Juve sia risalita faticosamente mentre il Milan arranca altrettanto duramente per non precipitarvi: ha la fortuna di avere un allenatore come Allegri che non reclama mai per i tanti parametro zero che gli arrivano, sarà comunque una gara incerta dato il momento di scarsa forma dei bianconeri, sicuramente superiori come complesso . Napoli-Livorno è una partita che non dovrebbe avere alternative diverse dalla vittoria degli azzurri napoletani. Ha firmato finalmente Zuniga (che non sarà del match) per cinque anni e ciò serve anche a sbugiardare qualcuno che ha voluto creare un «giallo» dove «giallo» non era per creare scandali e malumori quando scandali non esistono. Questo «qualcuno» è Enzo Bucchioni, responsabile sportivo del quotidiano QN, quello stesso che scrivendo il libro «Il Calcio nel cuore» era molto spesso a casa Moggi a pranzo e cene non retribuite. Sentite cosa ha scritto: «Ma anche Zuniga è neipensieri dei bianconeri. De Laurentiis ha fatto la sua offerta per il rinnovo, ma anche qui c’è un giallo, teme che il procuratore Calleri, storicamente e attualmente molto vicino ai Moggi, stia consigliando al suo assistito di rifiutare per andare alla Juve a parametro zero tra un anno» Che dire? Anzi, meglio non dire. Lazio-Fiorentina è sfida dal risultato incerto tra due squadre divise da un punto. La Lazio dal rendimento alterno, la Fiorentina mutilata là dove si era rinvigorita: l’attacco, per aver acquistato Gomez e avere tra le sue fila Rossi: entrambi infortunati. Risultato probabile un pareggio. Il resto di minore importanza, ne parleremo a risultati acquisiti.

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