Ricordo ancora come un incubo quel ferragosto che fui fermato dai carabinieri per un controllo. Viaggiavo su una Mercedes cabrio e tale circostanza era ed è di per sé sufficiente a far scattare zelantissime verifiche sul conducente. Tutto in ordine, ma non esponevo il tagliando dell’assicurazione, nonostante l’avessi pagata, perché l’agenzia aveva dimenticato di spedirmelo, prima di chiudere per ferie. Un paio d’ore sotto il sole cocente per dimostrare agli agenti la copertura assicurativa dell’auto ed evitare il fermo del veicolo e delle vacanze.

Dal 18 ottobre 2013 avventure come questa non saranno più possibili: infatti, il decreto c.d. «Liberalizzazioni» n° 1 del 24.1.2012 ha stabilito la progressiva «dematerializzazione» del talloncino rc auto sino all’abbandono completo entro 2 anni. L’assicurato non riceverà più un tagliando cartaceo al momento del pagamento della polizza, bensì un microchip da inserire nella scatola nera (altra novità) che ne permetterà il rilevamento. Il sensore elettronico sarà collegato con il centro elaborazione dati della motorizzazione del ministero dei Trasporti in modo da consentire la verifica della copertura assicurativa di un mezzo in tempo reale. Infatti, il microchip sarà rilevato sia dai meccanismi volanti in dotazione alle forze dell’ordine come gli autovelox, ma anche da tutor autostradali e varchi delle zone a traffico limitato.

L’obiettivo dichiarato è quello di sconfiggere il fenomeno della contraffazione dei tagliandi e l’evasione dell’obbligo assicurativo: in Italia, infatti, su quarantacinque milioni di veicoli in circolazione, si stima che ben tre milioni e mezzo non siano assicurati. Da tale malvezzo discende anche il fenomeno della pirateria stradale: purtroppo spesso chi cagiona incidenti, anche con esiti mortali, scappa, perché, essendo privo di assicurazione, teme le conseguenze patrimoniali della sua condotta più di quella penale dell’omissione di soccorso. La novità dell’assicurazione «digitale » procurerà un notevole aumento degli utili delle compagnie con un conseguente abbattimento (auspicato in sede di approvazione del decreto) delle tariffe pari a un dieci-quindici per cento. Noi vigileremo che le assicurazioni mantengano le promesse, perché da troppi anni hanno provvedimenti governativi di favore, ma continuano a non retrocedere un penny in termini di costi di polizze.

Paghiamo i premi rc auto più esosi d’Europa, pur subendo da anni una legislazione che lima di decreto in decreto i risarcimenti. Ben venga ora l’impossibilità per i furbetti di circolare senza copertura, ma poi dovrà venire il turno delle compagnie di abbassare i premi. Scatola nera e microchip porteranno le truffe a danni degli enti assicurativi a zero e allora il prezzo della rc auto diventerà solo un calcolo statistico: le compagnie non avranno più l’alibi della variabile truffe che non consente il contenimento dei costi.

La lobby assicurativa, mai sazia di provvedimenti favorevoli, sta spingendo per ridurre il valore economico del risarcimento dei danni delle lesioni cagionate da sinistri stradali e accorciarne la prescrizione dai 5 anni attuali a 2. Il decreto della digitalizzazione del tagliando, fortemente voluto dall’esecutivo Monti, s’inserisce nel filone del favor legis assicurativo. Nulla in contrario, ma confidiamo che, oltre a quello dei malandrini che circolano senza assicurazione, non sia a breve il turno dei macrolesi da sinistri auto: colpire i furbetti è giustissimo, affamare gli invalidi è atroce.

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