INTER-ROMA Se fosse un film, il titolo perfetto per la storia di Walter Mazzarri e Rudi Garcia si chiamerebbe «Vite parallele». Perché dal 1994, anno in cui entrambi si sono ritirati dal calcio, nonostante fossero a distanza di migliaia di chilometri, gli attuali tecnici di Inter e Roma hanno avuto le stesse esperienze nelle stesse identiche annate. A partire dalla prima panchina come allenatori, datata per entrambi 2001: Acireale per Mazzarri, Saint Etienne per Garcia. Nel 2003 poi la prima promozione, con il Livorno in A per il primo, con il Dijon in Ligue 2 per il secondo. Quattro anni dopo il passaggio ad una squadra di più alto livello (Sampdoria e Le Mans), con il lancio di un grande talento (Cassano, anche se si tratta più di un rilancio, e Gervinho). Nel 2009 poi lampo a ciel sereno, con le dimissioni di tutti e due i tecnici: Garcia ci ripensa e resta al Lille, Mazzarri no e ad ottobre si accasa al Napoli. Proprio con queste squadre nel 2011 gli allenatori ottengono il proprio miglior risultato, con Rudi che conquista campionato e coppa di Francia e Walter che porta i partenopei in Champions League. Arriviamo quindi al 2013, con entrambi che prima mettono fine ad un ciclo importante e che poi si ritrovano ad avere un compito arduo: riportare in alto due squadre che nelle ultime stagioni hanno fallito praticamente tutti gli obiettivi. E in pochi mesi ci sono riusciti, abbandonando il «progetto giovani» (veri o presunti tali), facendosi aiutare dai loro fedelissimi (Campagnaro in nerazzurro e Gervinho in giallorosso), ridando compattezza difensiva alla squadra e facendo vedere un calcio semplice ma altamente efficace. Non è un caso infatti se questa sera a San Siro si sfideranno le squadre con i migliori attacchi (Roma a 17 gol segnati, Inter a 16) e le migliori retroguardie (solo un gol incassato da De Sancits, 3 invece da Handanovic). «L’attacco fa vendere i biglietti, le difese fanno vincere le partite», recita un famoso detto che Mazzarri e Garcia sembrano non conoscere: loro vogliono il massimo da tutti, vogliono avere gli stadi pieni e i tre punti in tasca, diversamente da quanto fatto dai rispettivi predecessori. Il paragone può proseguire anche dal punto di vista dei convocati per domani: entrambi infatti non avranno a disposizione un esterno brasiliano che è stata l’arma in più in questo avvio di stagione. Parliamo cioè di Jonathan per l’Inter e Maicon per la Roma, entrambi fermati per problemi muscolari. Ma se Garcia può sorridere, visto che ha recuperato Ljajic, Mazzarri ha buoni motivi per disperarsi visto che non sarà della partita nemmeno il fido Campagnaro, che dovrebbe essere sostituito in difesa da Rolando. Per il resto formazioni confermate: solito 3-5-1-1 per i nerazzurri, con Guarin-Cambiasso-Taider sulla mediana, insieme a Nagatomo e Pereira, e Alvarez dietro a Palacio; altrettanto solito (utilizzato per la terza stagione consecutiva, ma finalmente efficace) 4-3-3 per i giallorossi, con Torosidis a sostituire Maicon e Gervinho- Florenzi ad affiancare Totti in attacco. Nonostante qualche assenza, sarà comunque una sfida-esame per le due squadre: c’è chi, come la Roma, proverà il primo allungo approfittando degli impegni complicati delle dirette avversarie, e c’è chi, come l’Inter, cercherà di agguantare la vetta dopo tanto tempo di distacco. Una cosa però è certa: insieme sono finalmente tornate a lottare per i posti che gli spettano. Tutto merito dei santoni dalle vite parallele.

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