Cinquantamila euro per le consulenze e collaborazioni esterne. Altri 24 mila per l’affitto di tredici «monoblocchi prefabbricati» da installare nel campo nomadi comunale di via Martirano. E poi 97 mila euro per l’accoglienza agli immigrati, 4 mila per gli artisti di strada e 8 mila euro per la «torre colombaia». Le casse del Comune sono vuote, ma non per tutti. La «short list» di 78 milioni elaborata dall’assessore al Bilancio Francesca Balzani fotografa le uscite dei prossimi tre mesi: una selezione obbligata, in attesa di limare la manovra lacrime e sangue su Imu e Irpef, per evitare di allargare la voragine. L’elenco, approvato all’inizio della settimana in giunta, è lungo 40 pagine: semaforo rosso per alcune voci di spesa, semaforo giallo per altri progetti che saranno sbloccati soltanto con l’eventuale rimborso della seconda rata dell’Imu, semaforo verde per alcune «spese indifferibili». Tra queste, ovviamente, ci sono le rette per i ricoveri e i sussidi del settore Politiche sociali; altri comparti riguardano importi pluriennali impossibili da bloccare. Già martedì, però, l’ex vicesindaco Riccardo De Corato criticava la selezione attuata dalla giunta arancione: «Rom e immigrati hanno i soldi già stanziati, mentre anziani e bambini dovranno aspettare l’arrivo dei fondi Imu dal governo». In via Martirano, lo stanziamento per l’affitto dei fabbricati arriva qualche mese dopo il flop di un bando pubblico; i 660 mila euro versati all’agenzia per la mobilità (Amat) rientrano d’altra parte nel contratto di servizio (già decurtato per il 2013 del 10%). A far sobbalzare l’opposizione, però, è proprio il criterio scelto. I contributi per la «ginnastica anziani e i giochi sportivi interscolastici» sono stati fermati in attesa di risolvere il rebus Imu; lo stanziamento per l’«interpretariato e la mediazione culturale per i servizi sociali», al contrario, fila via liscio. Scelte contestate dal centrodestra Per chiudere il bilancio, il Comune è appeso al verdetto del governo sui rimborsi Imu: sicuro il rimborso dei fondi pari a quanto i milanesi hanno pagato nel 2012; improbabile invece che l’esecutivo di Enrico Letta rimborsi Milano anche dell’ultimo aumento «virtuale » dallo 0,4 allo 0,575% (peraltro non ancora approvato in consiglio comunale). Martedì sera il sindaco Giuliano Pisapia ha tenuto a rapporto gli assessori. Sul tavolo la scadenza del bilancio e i rapporti con i consiglieri di maggioranza. Nel corso della riunione è emersa la necessità di approvare il bilancio entro fine ottobre: altrimenti, Palazzo Marino rischia di perdere 100 milioni di investimenti di opere pubbliche. I fondi, per evitare un rinvio-beffa, devono essere infatti sbloccati entro la fine di novembre. A sinistra servirà una maratona in aula, anche se l’opposizione di centrodestra promette battaglia a suon di emendamenti e ostruzionismo. Possibile, come già successo prima dell’estate, che la maggioranza ricorra al contingentamento dei tempi (pratica criticata aspramente dal centrodestra). Ieri, intanto, il sindaco Pisapia è tornato a chiedere al governo più risorse: «È fondamentale che gli enti locali, a partire dai Comuni, abbiano le risorse per cui il governo si è impegnato ufficialmente con l’Anci perché solo così potremo dare le risposte che chiedono i cittadini in questo momento di crisi e rilanciare gli investimenti che possono favorire la ripresa economica ».

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