ARSENAL-NAPOLI Stasera all’Emirates Stadium Aaron Ramsey farà paura solo al Napoli. Nella sfida che vale la testa del gruppo F – e un’ipoteca sulla qualificazione dopo il successo degli azzurri contro il Borussia Dortmund – il gallese sarà l’osservato speciale di Benitez ma solo dal punto di vista calcistico. A suon di gol, infatti, Ramsey sembra aver sconfitto la maledizione che accompagnava le sue reti. Rare, almeno fino all’inizio di questa stagione per il centrocampista offensivo dei Gunners: importantissima quella segnata il 1 maggio 2011 allo United, alla vigilia della cattura e dell’uccisione di Osama Bin Laden. Una coincidenza che aveva scatenato l’ironia della rete. E che aveva trovato riscontro poco dopo: la rete del 3 ottobre al Tottenham aveva preceduto di tre giorni la scomparsa di Steve Jobs. Gol a Marsiglia tre settimane dopo e nuova “vittima”: il colonnello Gheddafi. Febbraio 2012: Whitney Houston muore dopo l’1-1 di Ramsey al Sunderland. Il mese dopo tocca all’oligarca russo Boris Berezovsky a 24 ore dal gol alla Scozia con la maglia della nazionale dei Dragoni. Anche se per alcuni la vera vittima in quell’occasione sarebbe stata l’ex Nba, Ray Williams. Troppe coincidenze per non fare di Ramsey un idolo del web. Tra chi associa il 23enne gallese al maghetto Harry Potter nel capitolo conclusivo della saga alle prese con “i doni della morte” e chi addirittura pubblica appelli con l’indica – zione di una vittima precisa per la prossima marcatura (Justin Bieber uno dei più richiesti). Da inizio stagione, però, la maledizione sembra infranta. Soprattutto perché Ramsey non smette più di segnare: otto gol finora, tre al Fenerbahçe nei playoff di Champions, quello decisivo al Marsiglia nel primo turno dei gironi e quattro centri in Premier che hanno lanciato i Gunners in vetta alla classifica. Meglio del bomber Giroud, fermo a cinque complessivi. Pericolo numero uno per gli azzurri, dunque, già capaci però di annullare Lewandovski al San Paolo. E mentre Wenger fa i complimenti a Benitez, il tecnico spagnolo – con Hamsik e Higuain risparmiati in campionato per la coppa (il Pipita, come Albiol, ieri ha svolto lavoro differenziato) – si nasconde: «Penso che sia troppo presto per sapere se saremo o no candidati alla vittoria della Champions», dice il tecnico campione d’Europa col Liverpool, «giochiamo la fase a gironi e poi vediamo».

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