Il primo è tra i divi più ammirati dello show business statunitense: spazia con disinvoltura dal cinema alla discografia, inanellando successi. Il secondo, invece, è un cantautore italiano, per la verità, non più tanto in voga, ma che ha segnato la musica leggera negli anni ’70 e ’80. Cos’hanno in comune? Semplicemente, l’uno ha deciso di trarre ispirazione dall’altro per il suo ultimo disco. Stiamo parlando di Justin Timberlake e Amedeo Minghi. Oggi esce la seconda parte di The 20/20 experience (Timberlake ne aveva pubblicato il primo «capitolo» lo scorso marzo, dopo una pausa di sei anni in cui si era dedicato al cinema): scorrendo tra i crediti dell’album, si scoprono alcune curiosità riguardo le mille produzioni e featuring, ma anche ai brani che sono stati campionati. C’è, per esempio, Only when I walk away, che ha una sfilza di autori, tra cui il nostro Amedeo Minghi. Quasi tutte le canzoni dell’album sono firmate da Justin Timberlake, Timothy Mosley, Jerome J-Roc Harmon e James Fauntleroy; spiccano, però, anche i contributi di Barry White (in TKO) e appunto di Minghi. In Only when I walk away, infatti, è stato campionato Lustful, uno strumentale pubblicato nel 1972 sulla compilation di autori vari Underground Mood della major Flirt. Minghi nei crediti ufficiali risulta come Composer e Sample Source (fonte campione), perché la canzone campionata è da lui Written & performed (scritta ed eseguita). Lo stesso cantautore romano aveva anticipato su Facebook questa collaborazione internazionale. Prima con alcuni post misteriosi, per stuzzicare la curiosità dei fan, poi rivelando la notizia inaspettata. «La musica è senza tempo. Oltre ogni confine. Senza limiti. Questa nuova esperienza americana ne è l’ennesima riprova». Non è la prima volta, ovviamente, che un artista internazionale di primo piano campiona un autore italiano: Elvis Costello nel 2002 aveva campionato Mina in un brano di When I was cruel. David Holmes nella canzone finale di Ocean’s Eleven, invece, campionò un pezzo de Le Orme, Ad Gloriam. Come dimenticare, infine, il caso più celebre in cui una star americana ha preso spunto da una canzone italiana, senza peraltro chiedere l’autorizzazione? Nel 1997 il tribunale diede ragione ad Al Bano, che cinque anni prima aveva denunciato Michael Jackson per plagio (Will you be there risultò troppo simile a I cigni di Balaka).

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