Il procuratore generale Romolo Como ha chiesto la conferma dell’ergastolo per Salvatore Parolisi. La Corte d’assise d’appello dell’Aquila – presieduta dai giudici Luigi Catelli, a latere Armanda Servino – lo ha condannato a trent’anni di reclusione. «È stata dura». Questo l’unico commento uscito dalla bocca di uno dei sei giudici popolari della Corte, dopo nove ore di Camera di consiglio. Di fatto all’ex caporalmaggiore dell’Esercito, accusato di aver ucciso la moglie Melania Rea con 35 coltellate nel bosco di Ripe di Civitella (Teramo) il 18 aprile 2011, è stato riconosciuto lo sconto di pena di un terzo per aver scelto, già in primo grado, il rito abbreviato. Diminuita, inoltre, l’aggravante del vilipendio, mentre è rimasta quella della crudeltà. La Corte ha poi deciso di togliere l’isolamento diurno a Parolisi, stando almeno al primo commento tecnico di Mauro Gionni, legale della famiglia Rea. Ieri durante l’udienza Gionni ha mostrato una video chat di Parolisi con l’amante Ludovica, nella quale i due si mostrano reciprocamente le parti intime. La chat hard è stata mostrata, ha spiegato il legale, per contestualizzare la lettera prodotta dalla difesa di Parolisi nella quale Salvatore dice alla moglie di volerle bene: la chat è di soli quattro giorni prima della lettera spedita alla moglie. «Anche la lettera prodotta da Parolisi dimostra l’ennesimo tentativo di mentire e conferma che la sua professione è quella di mentitore », ha detto il legale riassumendo la controffensiva messa in atto in mattinata per opporsi alla strategia difensiva. «Abbiamo prodotto anche una lettera che Salvatore ha scritto alla sorella Francesca chiedendole di adoperarsi per l’affido della piccola Vittoria, che contrasta con le dichiarazioni affettive e di stima nei confronti della famiglia della moglie. Se da un punto di vista legale quello che conta è che venga confermata la sua responsabilità capisco anche come la famiglia Rea punti alla conferma dell’ergastolo. Ma per me alla fine 25 anni o l’ergastolo non cambiano la responsabilità di Parolisi», ha detto il legale prima della sentenza. Colpevolezza attesa dai parenti di Melania: «Ci aspettiamo una sentenza di condanna, niente di più niente di meno, che per lo meno sia un gesto che sia di esempio. Parolisi non mi ha mi convinto», ha detto il fratello Michele nel primo pomeriggio. Delusi i difensori di Parolisi: «Non ci resta che attendere le motivazioni. È importante aver eliminato l’ergastolo ma ci aspettavamo una sentenza leggermente più umana», ha commentato Nicodemo Gentile all’uscita della Corte d’appello. «Ci siamo parlati (con Parolisi, ndr), anche se per un attimo, naturalmente era un po’ avvilito, ma i processi finiscono in Cassazione», ha aggiunto l’altro legale, Valter Biscotti.

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