Confcommercio ha tirato le somme in giugno: nel 2013, il numero di giorni di lavoro necessari per pagare tasse, imposte e contributi in Italia raggiungerà il suo massimo storico: 162, cioè 23 più del 1990 e 12 più del 2000, ma anche 32 più della media europea. Eppure, di questi 162 giorni, il più stressante è proprio oggi. Data in cui si calcola piombino sulle nostre teste almeno 49 scadenze fiscali, che interessano oltre 20 milioni di contribuenti. Qualche esempio? Disoccupati Siamo arrivati all’ultimo giorno utile per inviare la dichiarazione fiscale del 2013 (sui redditi 2012) attraverso il canale telematico, cioè via internet, per chi è abilitato ai servizi online dell’Agenzia delle Entrate. Coloro che non hanno rispettato i termini per la presentazione del modello cartaceo di Unico 2013 (il termine per la consegna era il 30 giugno), può farlo pagando una sanzione ridotta di 25 euro (codice tributo 8911). Chi ha perso il lavoro, e quindi non ha un’azienda o società che applichi al suo posto addebiti e accrediti fiscali, entro oggi può presentare ugualmente il modello 730 per chiedere (se ci sono crediti dovuti) i rimborsi delle tasse. Ci sono poi la dichiarazione Irap (che si presenta separatamente dall’Unico solo in via telematica) e dell’Iva (da presentare con l’Unico se non trasmessa separatamente). A proposito, oggi è l’ultimo giorno con l’Iva al 21%: da domani sale al 22. Oggi è anche l’ultimo giorno per correggere gli errori commessi in passato (ravvedimento operoso) e saldare le tasse dovute per l’anno 2012 e non ancora versate (la sanzione è del 3,75%, oltre agli interessi legali maturati); ma anche per sanare la mancata presentazione della dichiarazione Imu per gli immobili sui quali l’obbligo della dichiarazione è scattato nel 2012. Scade inoltre la quinta rata Irpef per quei contribuenti, privi di partita Iva, che, con la presentazione della dichiarazione dei redditi, hanno scelto di pagare gradualmente le imposte dovute per l’anno in corso (l’Irpef in particolare). Guidaweb Ancora: chi ha subito un calo di redditi o calcola di dover versare, nel 2014, meno tasse del 2013, ha ancora a disposizione oggi per comunicare al proprio datore di lavoro l’intenzione di non pagare l’acconto sulle tasse dovute per l’anno successivo. E poi ci sono il bollo auto per le vetture di potenza superiore a 35 kw (non in tutte le Regioni), i contributi previdenziali volontari relativi al secondo trimestre del 2013 e, in molti Comuni, come Milano, pure la Tares. Un quadro completo si trova su agenziaentrate.gov.it: non tutte le scadenze prevedono pagamenti. Magra consolazione per un Paese che non ce la fa più: nel 2012 gli italiani hanno lasciato in sospeso debiti per 34 miliardi di euro. Una media di 566 euro a testa. Un dato quasi doppio (+48%) rispetto al 2010, almeno secondo l’Unirec, l’associazione che riunisce le società di recupero crediti.

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