Ad anticipare parte del nuovo balzello, il cui peso sarà spalmato da qui al 2015, sarebbero principalmente le imprese. La bozza di decreto sul tavolo del consiglio dei ministri prevede infatti che le coperture immediate per il mancato rialzo dell’Iva ordinaria dal 21 al 22% arrivino dall’aumento dell’acconto dell’Ires e dell’Irap al 103%. In totale si tratterebbe di un maggiore esborso pari a 890 milioni, che gonfierà l’acconto che si versa a dicembre, con il meccanismo di calcolo percentuale applicato sugli importi che si sono versati con la dichiarazione di quest’anno. L’aumento vale solo per il 2013 e quindi, così come contabilizzato dal governo, società e imprenditori dovrebbero recuperare quanto versato in più rispetto al dovuto a partire dal prossimo giugno-luglio. Tale buco sarebbe ampiamente coperto dall’aumento delle accise sulla benzina, che saranno in vigore però fino al 2015. Un modo per ammorbidire l’impatto complessivo che lascia però il forte sospetto sulla possibilità reale di tornare indietro, circostanza non peregrina, considerato che negli ultimi anni dagli incrementi «temporanei» delle accise non si è mai tornati indietro. La bozza di decreto prevede un incremento di 2 centesimi al litro dell’accisa su benzina e gasolio a partire dall’entrata in vigore del decreto fino al 31 dicembre 2013. In termini assoluti, l’accisa sulla benzina passa così da 728,4 a 748,4 euro per mille litri,e quella del gasolio da 617,4 a 637,4 euro ogni mille litri. Nel 2014, però, si salirà di un nuovo gradino. Dal primo gennaio fino al 15 febbraio 2015 le aliquote saranno aumentate di 2,5 centesimi al litro. Il governo stima che dai rialzi deriverà un maggior gettito di 190 milioni nel 2013, di 950,6 mi-