La vera «mission», a quanto pare impossibile, è quella di mettere a tacere le polemiche. The Mission, il reality umanitario di Rai uno che andrà in onda il 4 e l’11 dicembre prossimi sul primo canale della tv di Stato, ha scatenato le critiche di addetti ai lavori e non da quando il direttore di rete Giancarlo Leone ne ha annunciato la nascita. Ha scaldato gli animi di molti: dalle onlus che si battono per racimolare qualche soldo da portare alla «povera gente», ai critici televisivi, fino ai politici. Tanto più che, a quanto pare, il format sarebbe stato caldeggiato dalla presidente della Camera Laura Boldrini, che in passato si è occupata di rifugiati per conto delle Nazioni Uniti. L’ultima polemica è quella scatenata dal presidente della Commissione di Vigilanza Roberto Fico che attraverso la sua pagina Facebook ha reso noto l’ammontare del rimborso spese che Viale Mazzini pagherà ai concorrenti: settecento euro al giorno. Ci siamo chiesti allora cosa comprendesse la categoria «rimborso spese» e pare si tratti del «necessario » per stare circa due settimane in mezzo ai profughi come volontari. «Non sono tanti», dice Giancarlo Leone a Libero. Vero, ma sono sicuramente più di quanta guadagni un abitante del Congo, del Sudan o del Mali – queste alcune delle location scelte dalla produzione – in una giornata. Anzi, probabilmente in un mese. In sostanza, la Rai darà ad Al Bano o a Emanuele Filiberto di Savoia (sicuramente parte del cast) una cifra che un cittadino africano può solo sognare. «In totale non sono più di 10 mila euro a testa», insiste il direttore della rete ammiraglia Rai, che spiega: «Per quanto riguarda il cachet dei partecipanti al social format non è ancora stato deciso nulla. Potrebbe esserci o non esserci, ne parleremo più avanti. Magari decideranno di dare quei soldi in beneficenza. Comunque sarà in linea con l’obiettivo del programma». Quindi oltre ai 700 euro potrebbe essere previsto uno stipendio per i vip con cui magari si sfamerebbe, senza cavi e riflettori, un bel gruppo di rifugiati? Vedremo. Il motivo per cui è stato pensato un progetto come Mission è quello di raccontare la complessa e dura realtà delle missioni umanitarie. O almeno così ce lo hanno venduto sin dall’inizio. Ogni puntata costerà più o meno 400 mila euro, cifra certamente auspicabile per coloro che hanno scelto di fare del mestiere del volontario la propria ragione di vita. «È molto meno di altre prime serate su Rai uno», ribatte Leone e noi ci fidiamo, anche se qualche malpensante ha avuto da ridire anche su questo. «Si tratta comunque di un programma televisivo, non dimentichiamolo », aggiunge ancora il direttore di Rai uno. Appunto. Basta non farlo passare come una dose di solidarietà improvvisa e gratuita. Tra le altre cose, la Commissione di vigilanza Rai poco tempo fa aveva avanzato anche un’altra richiesta, respinta in toto dalla Rai. Fico e company avrebbero voluto visionare le puntata prima della messa in onda visto il delicato contesto in cui il format si sviluppa. Dopo averlo detto in un’intervista a Prima Comunicazione, Giancarlo Leone lo ribadisce categoricamente anche a noi: «Questa ipotesi non la prendiamo neppure in considerazione. Creerebbe un precedente sconvolgente nella storia della televisione. Non succedeva neppure negli anni in cui davvero esisteva la censura cinematografica». E conclude: «Dopo la messa in onda potranno fare e dire ciò che vogliono, prima no». E sul cast trapelano numerose indiscrezioni. Oltre al cantante Al Bano (che parteciperà con le sue due figlie Cristel e Romina jr) e il principe Emanuele Filiberto di Savoia, saranno parte del programma anche la showgirl Paola Barale, la giornalista Candida Morvillo e l’attore Francesco Pannofino. I ben informati inoltre ci dicono che prossimi alla partenza per la Giordania sono l’attore Cesare Bocci, il vice di Luca Zingaretti nella serie Montalbano, e la conduttrice Lorena Bianchetti.

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